
I parlamentari vicentini in ascolto dei sindaci dell’Alto Vicentino contrari all’apertura a Bassano del Grappa del Tribunale della Pedemontana. I primi cittadini – come riportato da queste pagine – hanno incontrato il senatore di Forza Italia, Pierantonio Zanettin, e il deputato Erik Pretto, del Gruppo Misto.
L’incontro, avvenuto a Thiene, è stato motivato dal “silenzio perdurante del Governo” alle loro legittime istanze: ovvero, nello specifico, “essere ascoltati da Roma“.
Pretto e Zanettin – riferiscono i sindaci – “si sono resi disponibili a raccogliere le osservazioni che hanno espresso su un progetto che non risponde minimamente a logiche di efficienza della Giustizia e alla storia dell’intero territorio”.
Sindaci dell’Alto Vicentino, i perché del No al Tribunale della Pedemontana
“Il tema – hanno ribadito i primi cittadini nell’incontro di Thiene – non è solo l’inefficienza dell’apertura del Tribunale della Pedemontana, attestata da tutti i tecnici e operatori del diritto. Il tema è anche la totale mancanza di rispetto a un intero territorio che, attraverso i suoi sindaci e migliaia di cittadini, ha espresso con chiarezza una posizione che non può essere ignorata.
La giustizia – proseguono – è un servizio essenziale che deve garantire efficienza, tempi certi, qualità e organizzazione. Per questo chiediamo che ogni scelta venga compiuta sulla base di valutazioni oggettive e nell’interesse dei cittadini, non attraverso decisioni imposte dall’alto e logiche di campanile”.
La posizione è chiara: il Tribunale della Pedemontana “penalizza l’Alto Vicentino, un territorio che, quando è stato necessario, ha sempre saputo fare squadra – aggiungono i primi cittadini -. Oggi, invece, si vorrebbe addirittura smembrarlo, con un progetto che spacca i suoi Comuni in due: una parte verso Bassano e l’altra verso Vicenza. E quel che è più grave, senza alcun confronto con chi questo territorio lo amministra e rappresenta ogni giorno”.
I primi cittadini ne fanno anche una questione di metodo. “Già nel marzo 2025 ventisette sindaci avevano scritto una lettera per esprimere le proprie perplessità sul progetto, senza ricevere alcuna risposta. E, nel maggio del 2026, i Sindaci dei Comuni assorbiti nel circondario del nuovo Tribunale della Pedemontana, hanno nuovamente ribadito la contrarietà al Ministro della Giustizia, nel silenzio totale delle autorità centrali”.
Insomma, il territorio chiede a gran voce rispetto istituzionale e l’attenzione della politica contro “un penalizzante smembramento” a svantaggio di imprenditori e cittadini.
“Chiediamo ancora una volta di essere ricevuti a Roma. Visto che il Ministero della Giustizia ignora la nostra voce, lo chiediamo anche al Presidente della Commissione Giustizia della Camera (Ciro Maschio di Fratelli d’Italia, ndr) e a tutti i Capigruppo parlamentari. Le ragioni dell’Alto Vicentino devono essere ascoltate prima che vengano assunte decisioni che ne condizioneranno il futuro”, concludono i primi cittadini.





































