
“A difesa dei nostri tribunali” è il titolo della manifestazione di protesta in programma domani, venerdì 3 luglio 2026, alle 12 di fronte al Palazzo di Giustizia di Vicenza.
Sono previsti gli interventi di Alessandro Moscatelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Vicenza, Francesco Rossi e Diego Casonato, omologhi rispettivamente per i professionisti di Padova e Treviso.
I primi due, ieri, erano in Consiglio della Regione Veneto per esporre i motivi di questa protesta, soprattutto carenza di personale e opposizione al Tribunale della Pedemontana, trovando in questo la sponda del consigliere vicentino di Forza Italia Jacopo Maltauro che, in tal senso, ha presentato una mozione a Palazzo Ferro Fini.
A difesa dei tribunali della provincia di Vicenza: gli avvocati scendono in piazza
Così, gli organizzatori motivano la battaglia a difesa dei tribubali in programma domani a Vicenza.
“Il Ddl 2646, presentato dal Ministro della Giustizia, prevede la revisione della geografia giudiziaria e la delega al Governo per la riforma delle circoscrizioni.
In tale ambito è istituito il Tribunale di Bassano del Grappa (o della Pedemontana, ndr) senza tuttavia indicare quale sarà l’organico“, spiegano i promotori.
In merito, vanno annotate alcune recenti dichiarazioni rese proprio a Vicenza dal Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, secondo il quale il Tribunale della Pedemontana “è un investimento che non toglie niente agli altri, ma che aumenta la pianta organica a parità di cause da trattare”.
Cosa della quale non sono convinti i promotori dell’iniziativa di domani e lo dicono da tempo.
“Nello scorso mese di giugno – proseguono -, presso la 2ª Commissione Permanente Giustizia della Camera dei deputati si sono svolte alcune audizioni, secondo quanto previsto dall’iter parlamentare. Un’ipotesi tecnica, formulata in via provvisoria, avrebbe stimato che il nuovo circondario che farebbe capo al nuovo tribunale (parte dell’Area Pedemontana Veneta) con un bacino di circa 523 mila abitanti su 72 comuni, richiederebbe un organico di 26 giudici e 10 pubblici ministeri, oltre a 84 unità di personale amministrativo per il tribunale e 36 per la procura.
Si tratta di una stima che, se confermata, dimostrerebbe l’insostenibilità dell’operazione: per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, l’11% e il 21% dei requirenti”.



































