Sinner ha scelto Norman, sarà lui a sostituire Cahill

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(Adnkronos) – Il futuro di Jannik Sinner prende forma e porta il nome di Magnus Norman. Dopo settimane di indiscrezioni, valutazioni e candidature eccellenti, il campione azzurro avrebbe individuato nello svedese il nuovo allenatore destinato ad affiancare Simone Vagnozzi a partire dalla stagione 2027. A riportare la notizia è il giornalista del Times, Tom Kershaw, secondo cui Norman è il prescelto a raccogliere il testimone di Darren Cahill, pronto a lasciare il proprio incarico dopo aver accompagnato l’altoatesino in una delle fasi più importanti della sua carriera.  

 

Norman non è un nome qualsiasi nel panorama tennistico internazionale. Ex giocatore svedese, ha raggiunto la seconda posizione del ranking mondiale nel 2000 e conquistato 12 titoli ATP in singolare. Nello stesso anno ha disputato la finale del Roland Garros, oltre a raggiungere le semifinali degli Australian Open, confermandosi tra i protagonisti del circuito. Dopo il ritiro, avvenuto nel 2004, ha saputo reinventarsi con successo, costruendo una reputazione da uno degli allenatori più apprezzati del tennis mondiale. 

Il suo nome è legato soprattutto alla straordinaria collaborazione con Stan Wawrinka, iniziata nel 2013 e sviluppatasi nell’arco di diversi anni. Sotto la guida dello svedese, il campione svizzero ha compiuto il salto di qualità che gli ha permesso di imporsi ai massimi livelli, conquistando tre tornei del Grande Slam: gli Australian Open nel 2014, il Roland Garros nel 2015 e gli US Open nel 2016. In tutte e tre le occasioni, Wawrinka ha superato in finale uno dei grandi protagonisti del tennis dell’epoca: Rafael Nadal a Melbourne e Novak Djokovic sia a Parigi sia a New York. 

Un percorso che testimonia la capacità di Norman di valorizzare il potenziale dei propri giocatori, aiutandoli a competere anche contro avversari apparentemente superiori e a trovare continuità nelle partite più importanti. Con lui, Wawrinka ha raggiunto il terzo posto del ranking mondiale e conquistato anche il Masters 1000 di Montecarlo nel 2014. Un lavoro che nel 2016 è valso allo svedese il premio di allenatore dell’anno dell’Atp. Prima dell’esperienza con lo svizzero, Norman aveva inoltre seguito il connazionale Robin Söderling, accompagnandolo fino al quarto posto mondiale e a due finali consecutive al Roland Garros, nel 2009 e nel 2010. 

Norman dovrà raccogliere un’eredità particolarmente pesante. Darren Cahill ha rappresentato una figura fondamentale nella crescita di Sinner, contribuendo, insieme a Simone Vagnozzi, alla trasformazione dell’azzurro in uno dei dominatori del circuito ATP. L’australiano, già protagonista in passato con campioni del calibro di Andre Agassi, Lleyton Hewitt e Simona Halep, ha messo a disposizione del numero uno italiano un’esperienza preziosa nella gestione dei momenti decisivi, nella preparazione mentale e nell’organizzazione del lavoro durante i tornei. 

La collaborazione tra Sinner e Cahill è iniziata nel 2022 e ha prodotto risultati straordinari. Il 2024 ha segnato la svolta definitiva: l’altoatesino ha conquistato il suo primo titolo Slam agli Australian Open, rimontando Daniil Medvedev in finale, per poi trionfare anche agli US Open. Nella stessa stagione è diventato il primo italiano della storia a raggiungere la vetta del ranking mondiale e ha chiuso l’anno da numero uno, vincendo anche le ATP Finals e altri importanti tornei, tra cui i Masters 1000 di Miami, Cincinnati e Shanghai. 

Il percorso vincente è proseguito nel 2025, con ulteriori successi nei tornei più prestigiosi e la conferma della competitività di Sinner ai massimi livelli. Nel corso della collaborazione con Cahill, l’azzurro ha conquistato i suoi primi cinque titoli del Grande Slam, consolidando una rivalità sempre più intensa con Carlos Alcaraz e affermandosi come uno dei riferimenti assoluti del tennis contemporaneo.Il contributo dell’australiano non si è limitato ai risultati. La sua esperienza ha aiutato Sinner a gestire la pressione delle grandi occasioni, a mantenere lucidità nei passaggi più delicati degli incontri e ad affrontare con maggiore maturità le aspettative crescenti che accompagnano un campione della sua statura. Un lavoro condiviso con Vagnozzi, che ha continuato a occuparsi in modo centrale degli aspetti tecnici e tattici del gioco. 

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