Gaeta, la spiaggia dell’Ariana e gli “scogli dei tre cani”

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Gaeta, la spiaggia dell'Ariana.
Gaeta, la spiaggia dell'Ariana. Ph: Daniele Capobianco.

Tra i litorali gaetani più famosi ce n’è uno che porta un nome particolare: è la spiaggia dell’Ariana, ma non fatevi trarre in inganno da questa singolare titolazione.

Aria sana – Sabbia sottile e dorata (di quel bianco calcareo tipico del primo tratto di costa compreso tra Gaeta e San Felice Circeo), mare cristallino, sempre riparata dal vento grazie alla collina a cornice tempestata di macchia mediterranea, la spiaggia dell’Ariana di Gaeta, negli ultimi anni, è stata più volte riconosciuta Bandiera Blu. “Ariana” non è altro che la contrazione di “Aria sana” (ari-sana, nell’antico dialetto locale), anche se pare che, almeno fino ai primi anni ’50, la spiaggia venisse chiamata “dell’Arianna”.

La sua posizione è piuttosto lontana dal centro urbano ed è perfetta per gli amanti della tranquillità e della privacy: va detto, però, che è di dimensioni molto contenute, per cui in alta stagione risulta un po’ caotica e affollata essendo meta di molti amanti del mare, degli sport acquatici e della natura, nonché di grandi famiglie che qui trovano il posto perfetto per rilassarsi e far giocare i bambini in tranquillità; merito del fondale sabbioso che si mantiene inizialmente piuttosto basso e sicuro anche per i più piccoli.

In loco è possibile mangiare presso diversi stabilimenti privati a ridosso del bagnasciuga, ma non manca una piccola fetta di spiaggia libera (nel tratto finale, sul versante dell’hotel Rupi sul Mare).

A vederla dall’alto, la spiaggia dell’Ariana è quella che compare tra i due speroni rocciosi (di circa 50-70 metri di altezza) di cui uno adornato con l’antica Torre Viola, parte del sistema difensivo locale che puntava a difendere Gaeta e tutta la Riviera di Ulisse dalle incursioni saracene che, in passato, hanno tempestato le cronache locali; al punto che i pirati, in qualche caso, sono riusciti anche ad insediarsi e a mettere in piedi dei veri e propri ribāṭ, com’è accaduto a Traetto (Minturno).  È facilmente raggiungibile dalla Via Flacca, che la costeggia esternamente e da cui si apre anche una stradina “segreta” che altro non è che parte di un’antica mulattiera usata comunemente da contadini e pastori per attraversare la spiaggia e inerpicarsi sulle due colline rocciose che la delimitano.

Scogli dei tre cani, Gaeta.
Scogli dei tre cani, Gaeta. Credits: GaetaNews24.

Gli scogli dei tre cani – La spiaggia dell’Ariana è anche piuttosto riconoscibile dai cosiddetti “scogli dei tre cani” che compaiono a pochi passi dalla riva (circa 200 metri). Sono masse rocciose secolari che emergono dalla superficie del mare: una, però, è già quasi sommersa, evidenza che ha fatto ipotizzare una loro futura scomparsa, quando il livello dell’acqua salirà ricoprendo tutto completamente.

Una spiaggia “tedesca” – Un altro tassello che compone la storia di questa spiaggia riguarda gli avvenimenti legati alla Seconda Guerra Mondiale. Proprio qui, infatti, si accamparono alcune fazioni tedesche con l’intento di impedire lo sbarco degli americani. L’intero litorale, a un certo punto, appariva brulicante di tedeschi… e di bombe, pronte a far saltare in aria chiunque provasse a toccare il bagnasciuga. Quando la guerra, finalmente, finì, i futuri proprietari dei lidi che sarebbero sorti in loco hanno dovuto fare i conti con ciò che restava di quel breve ma intenso capitolo: “Dovetti disseppellire oltre 40 bombe a mano – ha raccontato l’anziano titolare del “Lido Ariana” – ma ricordo anche che molte persone morirono a causa delle bombe inesplose, persone che conoscevo e frequentavo”.