Sperlonga segreta: la spiaggia delle bambole, al confine con Itri

Spiaggia delle Bambole. Credits: estateromana.
Spiaggia delle Bambole. Credits: estateromana.

Acqua cristallina, atmosfera paradisiaca, riservatezza difficilmente riscontrabile in altri litorali della Riviera di Ulisse: la spiaggia delle bambole, nota anche come spiaggia di Itri (che ne è comune di pertinenza, data l’ambiguità geografica) è poco conosciuta dal turismo comune e molto apprezzata, invece, da residenti e autoctoni.

Ubicata sotto il borgo medievale di Itri, si trova praticamente sul confine di Sperlonga e a metà strada da Gaeta ed è accessibile via mare oppure attraverso un sentiero collinare immerso nella natura che unisce le due città (raggiungibile dalla Via Flacca o dalla piana di Sant’Agostino).

La spiaggia delle bambole è l’ultimo litorale libero a sud di Sperlonga (d’estate attrezzato con uno stabilimento privato): piccola e affacciata su un mare sempre limpidissimo, si incastona in una posizione molto particolare del Parco Regionale Riviera di Ulisse; l’arenile è un mix di ciottoli, sassolini bianchi e sabbia molto sottile e la vista all’orizzonte guarda direttamente alla spiaggia di Sperlonga. Tutto intorno, poi, vegetazione incontaminata che si “arrampica” a macchia mediterranea sul promontorio.

Non si tratta della “solita” spiaggia libera ma, anzi, di un luogo ricercato proprio dagli amanti del relax e della tranquillità, offrendosi come rifugio dal caos e dalla movida estiva. Non mancano anche gli spunti per praticare sport acquatici e trekking.

Ma da dove salta fuori questo nome così peculiare?

La grotta delle bambole.
La grotta delle bambole. Credits: sperlongaescursioni.

La grotta delle bambole – La spiaggia ha “rubato” il nome alla vicina grotta delle bambole, a sua volta chiamata così per la forma ricreata dalle stalagmiti e stalattiti presenti al suo interno che ricorda, appunto, un insieme di piccole bamboline scolpite naturalmente nella roccia. Visitarla è una vera e propria impresa: è raggiungibile, infatti, soltanto via mare, superando la baia e inoltrandosi nella cavea che scava nel promontorio al di sotto della ripida falesia che identifica il paesaggio. Ogni anno, e in tutte le stagioni, è meta di tantissimi amanti del climbing.

Il divieto di balneazione, un paradiso off limits? – Quello che molti turisti non sanno è che questa spiaggia è stata, per molto tempo, off limits.

Vigeva, infatti, un perentorio divieto di balneazione dovuto al rischio caduta massi dalla falesia che scende a picco sull’arenile frequentato dai bagnanti. Proprio per questo, qualche anno fa il Comune di Itri aveva inoltrato richiesta per un finanziamento per la messa in sicurezza; richiesta che, purtroppo, non andò subito a buon fine (come espresso dalla sentenza del 2015 del Tar di Latina) per problemi burocratici e di idoneità. Lo stanziamento regionale inizialmente ricevuto, in effetti, era stato successivamente revocato, al punto che lo stabilimento venne persino sequestrato nel 2013.

Ad oggi c’è ancora molta confusione riguardo a questo piccolo tratto di costa: alcuni lo scambiano per Punta Cetarola, altri sono certi del fatto che oramai la spiaggetta sia inaccessibile a causa di alcuni massi caduti dal promontorio a cornice, altri ancora sono dubbiosi sul demanio, sull’effettiva possibilità di balneazione e sugli enti deputati alla sua custodia, cura e amministrazione. Tuttavia, dalla pagina ufficiale del lido-ristorante “El Sombrero” che abita la spiaggetta in estate è facile rendersi conto di come tutto sia perfettamente in attività.

Per raggiungere il sito, in ogni caso, bisogna seguire le indicazioni proprio per “El Sombrero” e non quelle erroneamente fatte corrispondere a Google Maps alla “spiaggia delle bambole”.

Napoletana. Con il magma sotto i piedi e in fermentazione dal 1981. Freelance per vocazione, smart worker da prima che diventasse "cool", trasversale, multitasking e impermeabile alla noia. Ho sempre le mani in pasta, ma non in cucina: SEO copywriter, editor, traduttrice e redattrice, sono anche un tutor di matematica e fisica sin dai primi anni trascorsi all'Università Federico II di Napoli. Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole.