
Il divieto pubblicità fossili diventa operativo a Valdagno, primo Comune italiano ad approvare una norma che limita la promozione di combustibili fossili e prodotti alimentati esclusivamente da queste fonti.
Il Consiglio comunale ha aggiornato il Piano per la pubblicità e le pubbliche affissioni introducendo il divieto entro 150 metri dai luoghi considerati sensibili. L’elenco comprende ospedali, scuole, piazze, parchi, residenze per anziani e aree del trasporto pubblico. Le informazioni istituzionali sulla città sono disponibili sul portale del Comune di Valdagno.
La misura riguarda una parte ampia del territorio comunale. Tra gli esempi indicati, una pubblicità per un’automobile alimentata esclusivamente a diesel rientra nel divieto, mentre un veicolo ibrido ne resta escluso.
La scelta si colloca nel confronto sulle politiche ambientali e sulla resilienza dei territori veneti, traducendo un indirizzo climatico in una disposizione direttamente applicabile agli spazi pubblicitari.
Divieto pubblicità fossili, cosa cambia a Valdagno
Il divieto pubblicità fossili va oltre le mozioni di indirizzo adottate in altri Comuni italiani perché modifica lo strumento regolamentare utilizzato per autorizzare installazione, esposizione e diffusione dei messaggi pubblicitari.
Secondo Aequilibria, organizzazione che aveva rilanciato il tema durante la Padova Climate Action Week, iniziative simili sono già presenti in oltre sessanta città e territori europei. L’obiettivo dichiarato è ridurre la normalizzazione commerciale di prodotti che dipendono integralmente dalle fonti fossili, soprattutto negli spazi frequentati da minori e persone fragili.
L’applicazione concreta dipenderà ora dalle procedure comunali per le nuove autorizzazioni e per il controllo degli impianti. La distinzione tra prodotti esclusivamente fossili e soluzioni ibride costituisce uno dei criteri operativi richiamati nel comunicato.
Valdagno apre così un precedente nazionale che potrebbe essere osservato da altre amministrazioni. La portata della scelta sarà misurabile con le successive richieste di affissione, gli eventuali adeguamenti degli operatori e la capacità del regolamento di definire in modo chiaro i messaggi soggetti al divieto.






























