
Il Presidente del Consiglio della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha parlato di pace alla presentazione del progetto di riqualificazione e conclusione dei lavori del Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia.
Secondo l’ex governatore, la kermesse deve farsi promotrice di uno statement di pace. Ovvero di “un documento alto e condiviso”, sottoscritto dagli artisti e affidato alla Biennale “perché lo faccia vivere e lo porti al mondo”, ha detto Zaia aggiungendo: “Sarebbe un gesto concreto, forte, all’altezza del tempo che stiamo vivendo e della missione universale di Venezia”.
La proposta di Zaia viene descritta così dal presidente del consiglio regionale: “Lo statement deve essere un appello autorevole, sottoscritto dagli artisti che arriveranno a Venezia, capace di dire al mondo che la cultura non può tacere mentre crescono i conflitti. Un documento che richiami il valore del dialogo e della diplomazia, il rifiuto della guerra come soluzione alle dispute fra nazioni. Può essere la Biennale, con il suo prestigio, a farsene portavoce di fronte al mondo”.
Luca Zaia ha poi espresso la sua opinione in merito alle polemiche sollevate dalla partecipazione della Russia all’esposizione: “Da parte mia – ha detto – la condanna dell’aggressione russa all’Ucraina è netta e non ammette ambiguità. Ma altra cosa è pensare che la cultura debba rinunciare alla propria funzione storica, che è quella di mantenere aperti spazi di relazione proprio quando il mondo sembra scegliere soltanto la via del conflitto e delle armi. Non spetta alla Biennale giudicare, ma accogliere; favorire quei processi di dialogo, oltre ogni posizione di trincea, come l’arte e la cultura hanno dimostrato di saper fare”.



































