Autovelox non conformi: Altvelox diffida le sette prefetture del Veneto

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multa autovelox annullata

Autovelox non conformi: l’associazione Altvelox ha depositato oggi sette istanze alle Prefetture di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza per chiedere la sospensione immediata e il riesame dei decreti che autorizzano l’uso dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità sulle tratte provinciali e metropolitane.

Per l’associazione, impegnata da tempo nella tutela gli utenti della strada, contrastando l’uso illegittimo di autovelox non omologati e supportando i cittadini nella contestazione di sanzioni stradali, il Veneto – in particolare – è solo il primo passaggio di un’iniziativa destinata a proseguire anche nel resto del territorio nazionale.

Va ricordato che la regione, e in particolare il Vicentino, ha contribuito in maniera sostanziale alla lotta ai dispositivi non conformi, grazie agli studi e alle perizie di Antonio Menegon, ingegnere di Tezze sul Brenta, sollevando un’eccezione che per anni era rimasta in una “zona grigia” del Codice della Strada: la distinzione tra approvazione e omologazione degli autovelox.

Le istanze alle prefetture venete di Altvelox arrivano dopo il provvedimento della Prefettura di Napoli del 3 marzo, che ha sospeso le autorizzazioni per l’utilizzo degli autovelox disponendo una verifica di conformità ai criteri tecnici introdotti dal decreto 11 aprile 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024.

Altvelox chiede che le Prefetture dispongano la sospensione cautelare di provvedimenti in vigore, procedano al riesame integrale in autotutela e impartiscano agli enti proprietari delle strade disposizioni per la disattivazione delle postazioni non assistite da documentazione completa.

“La questione non è ideologica e non riguarda un rifiuto dei controlli di velocità – dichiara l’associazione -. Riguarda, al contrario, la legalità dell’azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini”.