
Secondo il Pd Veneto l’applicazione della Legge 131/2025, la cosiddetta Legge Calderoli o Legge sulla Montagna, sta portando al declassamento di 24 comuni veneti nelle province di Treviso, Vicenza e Verona.
Lo sostengono i consiglieri del Partito Democratico in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo, Antonio Marco Dalla Pozza, Anna Maria Bigon, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi.
“Attraverso criteri burocratici e parametri altimetrici distanti dalla morfologia reale delle nostre vallate – sostengono i rappresentanti dem -, questi enti perdono lo status di ‘Comune montano’, venendo di fatto esclusi dal riparto di fondi nazionali che superano i 100 milioni di euro. È un colpo durissimo che mette a rischio la sopravvivenza di scuole, presidi sanitari e infrastrutture di base proprio in quelle aree della montagna del Veneto che più soffrono il fenomeno dello spopolamento“.
“Siamo di fronte a una resa politica totale – proseguono i consiglieri – che sacrifica la specificità del nostro territorio sull’altare di tecnicismi romani accettati passivamente dalla maggioranza regionale.
Si è investito molto, anche in termini comunicativi, sui grandi eventi e sulle Olimpiadi come motori di sviluppo, ma oggi la realtà ci dice che quella spinta non si è tradotta in servizi per chi vive e lavora in quota. Al contrario, mentre si spengono le luci della ribalta, ai sindaci della Pedemontana e delle aree montane restano solo i tagli e l’impossibilità di programmare il futuro delle proprie comunità. Questa non è la strada per un Veneto più forte, ma per un territorio più fragile e isolato”, concludono.




































