Mario Cogo e lo spettacolare scatto del sole: da Cavazzale con entusiasmo e passione al più prestigioso premio di astrofotografia al mondo

Mario Cogo è tra i finalisti del Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026 con la foto di un filamento di plasma che si solleva dal bordo del sole, il 12 settembre a Greenwich verranno proclamati i vincitori.

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Suspended Plasma © Mario Cogo (Italia). Monticello Conte Otto, Vicenza, Italia, 15 Maggio 2025.

C’è un italiano tra i finalisti del più prestigioso ed importante premio di astrofotografia al mondo: è un vicentino di Cavazzale, frazione di Monticello Conte Otto. Mario Cogo si è confermato ancora una volta tra gli astrofotografi migliori al mondo grazie ad una spettacolare immagine intitolata “Suspended Plasma”. L’ingegnere in illuminotecnica è tra i 24 astrofotografi scelti, su oltre 700, dal Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026, organizzato dal Royal Observatory di Greenwich

L’immagine rappresenta una nube di plasma, leggermente più fredda e densa rispetto alla superficie sottostante, il filamento è la protuberanza vista sul bordo” ci racconta il pluripremiato astrofotografo. “Può avere dimensioni molto grandi, anche di centinaia di migliaia di chilometri, sia in lunghezza che in altezza, arrivando anche a 10, 20, 30 volte il diametro della Terra” prosegue Cogo. 

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L’ing. Mario Cogo con il suo telescopio autocostruito presso la propria abitazione.

Quella doppia protuberanza mi ha incuriosito molto, anche per la tridimensionalità dell’immagine” continua Cogo che, nonostante la consapevolezza del valore dello scatto, non si aspettava di riuscire ad essere selezionato all’importante premio.

Nel 2018 la vittoria di Mario Cogo nella categoria nebulose e stelle

Mario Cogo è uno dei grandi nomi mondiali dell’astrofotografia, alcuni dei suoi scatti sono stati perfino selezionati dalla Nasa come immagine astronomica del giorno. Inoltre, non è la prima volta che Cogo riesce ad accedere alla fase finale del prestigioso premio londinese. Nel 2018 è risultato addirittura vincente nella categoria dedicata a nebulose e campi stellari, ricevendo il primo e il secondo premio. 

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L’ing. Mario Cogo, assieme alla moglie, premiato con il primo e secondo posto nella categoria “Stars and Nebulae” del Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026.

Tra le quattro immagini inviate da Cogo, tutte riguardanti il sole, quella scelta dal Zwo Astronomy Photographer of the Year 2026 è stata scattata proprio a Cavazzale dalla casa del fotografo. “Ho un piccolo osservatorio a casa, dove ho un telescopio autocostruito – ci confida – ha un rifrattore da 150 mm di diametro e 1500 mm di lunghezza focale, che è stato portato a 6000 mm”. 

Il problema dell’inquinamento luminoso nelle osservazioni notturne

Se per le immagini del sole gli scatti possono esser fatti in modo impeccabile anche dal vicentino, per gli scatti in notturna è più complicato a causa del sempre crescente inquinamento luminoso. “È un problema purtroppo che grava su tutto il territorio italiano ed europeo, infatti le immagini che sono state premiate nel 2018 le ho fatte dalla Namibia”. Cogo spiega ad esempio che per fotografare le nebulose nel nostro territorio c’è bisogno di innumerevoli notti per sommare una serie di dati ed averne uno che sia quantomeno soddisfacente. “Se ci fosse un cielo scuro, questo lo farei in una sera, massimo due, invece che dieci o venti” prosegue l’ingegnere di Monticello Conte Otto.

Corona Australis
Corona Australis © Mario Cogo. Tivoli Southern Sky Guest Farm, Namibia, 18 agosto 2017.

La passione che Mario Cogo ci mette ogni giorno si percepisce ancor di più quando racconta l’attesa dello scatto perfetto durante le tante notti insonni. “La soddisfazione principale è quella di essere sotto un cielo stellato, l’attesa è un piacere che ognuno di noi astrofotografi ha all’interno di sé” continua il monticellese. 

Il 12 settembre l’annuncio dei vincitori a Greenwich (Londra)

Mario Cogo riesce così a coltivare i suoi due grandi interessi, la fotografia e lo spazio, passione, quest’ultima, maturata fin dalle prime missioni Apollo. “Col passare degli anni si è aggiunta anche la passione per la fotografia e il binomio è giunto da solo” spiega Cogo. 

Gli obiettivi di Mario Cogo sono ancora tanti, a partire da quello di autocostruirsi uno strumento più grande per poter andare ancora più nel dettaglio per le immagini solari e lunari. “Vorrei poi tornare in Namibia o in Cile per catturare un complesso di nebulose scure e di polveri che si trova nel cielo australe, si chiama CG4, denominata anche la mano di Dio” racconta il sessantaseienne di Cavazzale.

osservazione in notturna
Un’osservazione in notturna di Mario Cogo.

L’attesa intanto è tutta per il 12 settembre prossimo quando ci saranno le premiazioni finali a Greenwich e verranno svelati i vincitori. Mario Cogo è stato invitato a presenziare nel sobborgo della capitale britannica, la speranza, spiega, è quella di risultare tra i premiati almeno della categoria dedicata alle immagini solari. “Ci sono tutti gli astrofotografi migliori al mondo che scattano anche con strumenti molto più grandi e non sarà facile” spiega.

Gli abbiamo chiesto infine se lo affascina di più l’osservazione del sole o del cielo notturno, la risposta è stata inequivocabile. “In assoluto il sole, perché cambia tutti i giorni, non è mai uguale – racconta – ha numerosi fenomeni che si possono riprendere, dalle macchie, alle protuberanze, ai brillamenti. La nebulosa è uguale oggi, domani, fra un anno, fra venti, le distanze poi sono talmente elevate che non riesci a cogliere una differenza in un oggetto del profondo cielo, a differenza del sole”.