Tav, ultimatum dei comitati Setteca’ e Pro Galleria Vicenza Est al Comune: “No alla Soluzione 1 con barriere antirumore e salto del montone, decidete subito”

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terzo lotto Tav Vicenza Est
Giovanni Menegato, consiglio di quartiere 10; Cristina Galvanin, portavoce del Comitato Setteca'; Liliana Zocca, consigliere comunale FDI; Lucio Zoppello, esperto esterno della Giunta Possamai sulla questione TAV, assieme ad alcuni residenti interessati.

I comitati Settecà e Pro-Galleria a Vicenza Est tornano a intervenire sul progetto della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova, chiedendo all’amministrazione comunale di Vicenza di assumere una posizione definitiva sul nodo della TAV a Vicenza Est, ovvero l’uscita a est della città della linea.

In un comunicato congiunto diffuso sabato 18 luglio, i rappresentanti dei due comitati sollecitano il sindaco, la giunta e il consiglio comunale a esprimersi entro l’estate, ritenendo non più rinviabile una decisione su un’infrastruttura destinata ad avere un forte impatto sul territorio.

Tav Vicenza Est: confermato il no alla “Soluzione 1”

Nel documento i comitati ribadiscono la propria contrarietà alla cosiddetta “Soluzione 1”, indicata da Rete Ferroviaria Italiana come opzione preferita nella comunicazione inviata il 26 giugno.

Secondo i residenti di Settecà e dei quartieri a Vicenza Est, il progetto comporterebbe la realizzazione di barriere antirumore e del cosiddetto “Salto del Montone”, opere considerate “fortemente impattanti e dannose” per il territorio di Vicenza Est e per le comunità residenti (e lo stiamo vedendo ultimamente con le notizie sulle costruzioni a Montecchio Maggiore), senza adeguate opere compensative.

I portavoce ricordano inoltre che il sindaco di Vicenza, nella risposta inviata a RFI il 30 giugno, aveva respinto questa ipotesi, confermando il sostegno alle alternative tecnicamente percorribili, a partire dalla cosiddetta “Opzione Zero”, limitata all’uscita est nell’ambito della stazione permanente, oppure alle soluzioni che prevedono l’interramento della linea (ovvero la Soluzione 3 Galleria lunga e la soluzione 2014 “citata nella nota prot. n°58908 del 7 aprile scorso”).

La richiesta: se salta l’Opzione Zero si scelga la “Soluzione 2014”

Pur ribadendo la preferenza per l’Opzione Zero, i comitati chiedono che, qualora questa venisse definitivamente esclusa per ragioni tecnico-contrattuali – ricordiamo che lo scorso 9 giugno RFI ha chiarito in Provincia di Vicenza l’impossibilità di attuare questa soluzione -, l’amministrazione scelga la cosiddetta “Soluzione 2014” (riportata da noi già qui).

L’ipotesi prevede una galleria lunga dalla roggia Riello alla roggia Caveggiara con lo scavalco ferroviario nella posizione prevista dallo Studio di Fattibilità del 2015.

Secondo i firmatari del documento, questa rappresenterebbe la soluzione più sostenibile per limitare gli effetti dell’opera sui quartieri di Vicenza Est e ridurre il numero di espropri e demolizioni.

L’appello al Comune e ai rappresentanti istituzionali

I comitati chiedono inoltre che il Comune torni a sollecitare RFI e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché venga formalizzata entro l’estate una risposta definitiva sull’Opzione Zero.

Nel documento viene inoltre chiesto all’amministrazione comunale di coinvolgere i rappresentanti politici eletti nelle diverse istituzioni, affinché sostengano le richieste del territorio nei confronti di Regione e Ministero.

Infine, i Comitati Settecà e Pro-Galleria Vicenza Est auspicano che le indicazioni avanzate dai comitati vengano condivise dal Consiglio comunale, possibilmente con un voto unanime nella prima seduta utile.

Con questa nuova presa di posizione, il confronto sul futuro dell’uscita della Tav Vicenza Est entra in una fase decisiva, mentre resta aperto il dibattito sulla soluzione progettuale da adottare per il terzo lotto funzionale della linea Alta Velocità Verona-Padova.