
La giovane consigliera comunale Benedetta Ghiotto interviene contro la riforma degli istituti tecnici in vigore dal prossimo anno: “Ridurre le materie umanistiche impoverisce la formazione degli studenti”.
Una presa di posizione netta contro la riforma degli istituti tecnici che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico. Ghiotto denuncia il rischio di una scuola “sempre più piegata alle logiche produttive” e meno orientata alla crescita culturale e critica degli studenti.
Secondo la consigliera, il provvedimento viene presentato come un’innovazione, ma potrebbe tradursi in un impoverimento del percorso formativo. Al centro delle critiche c’è l’aumento delle ore dedicate alle discipline tecniche a discapito delle materie umanistiche.
“Si sta lanciando un messaggio preciso: conta solo il mestiere, non la formazione completa delle persone”, sottolinea la giovane amministratrice, evidenziando come la scuola debba continuare a garantire strumenti culturali e capacità di pensiero autonomo.
Le critiche alla riforma degli istituti scolastici
Tra gli aspetti più contestati della riforma c’è anche l’accorpamento di materie scientifiche differenti, come chimica, fisica, biologia e scienze della terra, all’interno di un unico insegnamento sperimentale. Una scelta che, secondo la consigliera, rischia di comprimere competenze specifiche e abbassare la qualità della preparazione degli studenti.
Critiche anche alla riduzione delle ore dedicate alle discipline umanistiche, considerate fondamentali per comprendere la società, sviluppare capacità comunicative e maturare senso critico.
Nel dibattito, viene evidenziato inoltre come le perplessità non arrivino soltanto da studenti e insegnanti, ma anche da dirigenti scolastici e rappresentanti del mondo produttivo. “Il futuro non può basarsi esclusivamente sull’aumento delle ore tecniche”, osserva la consigliera, secondo cui formare professionisti senza pensiero critico significherebbe creare figure “più deboli e meno libere”.
La richiesta finale è quella di investimenti concreti per il mondo della scuola: laboratori moderni, qualità didattica, orientamento e sostegno reale agli istituti tecnici. Da qui la contrarietà a una riforma definita “affrettata” e troppo orientata alle esigenze del mercato del lavoro.






































