
In Veneto la siccità pesa sulle imprese, costrette sempre più spesso a fare ricorso all’irrigazione nella speranza di salvare le produzioni e, con esse, le aziende agricole stesse.
Come molte altre regioni del Nord Italia la situazione è questa e la politica, le Regioni di concerto tra di loro e con gli enti intermedi di gestione della risorsa idrica, agiscono in emergenza.
Emergenza che, lo ricordiamo, è stata prorogata di 12 mesi per il Veneto dal Governo, con anche lo stanziamento di 3,5 Milioni di euro per, appunto, le emergenze più imminenti. Una cifra considerata “irrisoria”, rispetto a quanto servirebbe per ristorare i danni da carenza idrica.
Il meteo potrebbe venire in soccorso, ma i fenomeni temporaleschi previsti per le prossime ore non sarebbero della portata sufficiente per alimentare le scorte e va inoltre ricordato che il Veneto è una di quelle regioni italiane che soffre la carenza di invasi, di strutture insomma pensate per conservare la pioggia che cade in inverno.
Siccità: Sud salvato dagli invasi, ora l’acqua manca al Nord
Qualche tempo fa, da queste pagine, trattando l’argomento, avevamo riportato alcune dichiarazioni di Massimo Gargano, direttore generale Anbi, l’associazione nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue.
“Ci troviamo in una Italia capovolta anche per una questione di gestione, di investimenti, e il Sud in questo caso ha fatto meglio – ha detto Gargano -. In passato, tranne la Sicilia, molte regioni del Sud hanno realizzato tanti e buoni invasi. Grazie a pioggia abbondante ora hanno raccolto: l’acqua è a disposizione del potabile, l’irriguo, l’ambientale.
Il Nord invece finora si è affidato soprattutto alla neve che riempiva i grandi laghi. Un tempo erano le nevi di novembre e dicembre, quelle che stratificavano. Ma quest’anno la neve c’è stata tardi, durante le Olimpiadi: ai primi caldi si è sciolta ed è andata nel Po e poi nel mare perché non ha trovato infrastrutture in grado di contenerla. Ed ecco l’emergenza“.
Il Veneto è sicuramente tra quei territori italiani nei quali le cose stanno esattamente così. Recentemente, il consigliere regionale Cristiano Corazzari (Lega – Liga Veneta), ha paralto di creazione della Rete Veneta di Micro-Invasi Diffusi (RE.MI.DI), una rete diffusa di piccoli bacini per raccogliere e conservare l’acqua piovana e affrontare la siccità.
Coldiretti, danni da clima superano i 3 miliardi, al Nord top criticità
“La situazione conferma l’urgenza di investire nella realizzazione di un Piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce infatti a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi”.
A dirlo è Coldiretti. Secondo una stima dell’associazione di categoria diffusa in queste ore “tra caldo estremo, siccità, grandine e roghi i danni all’agricoltura italiana hanno superato i tre miliardi di euro, ma il conto degli effetti del cambiamento climatico potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse perdurare”.
Anche Coldiretti conferma che “la situazione più critica resta concentrata al Nord“, dove la scarsità d’acqua sta mettendo a rischio intere produzioni. In alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre cresce l’allarme per il riso, con punte del 40% di calo del raccolto.
Le regione che soffrono di più sono Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, regioni dove si fa maggiormente ricorso all’irrigazione.





































