Flotilla verso la Palestina, Rifondazione attacca Israele: «Thiago e Saif liberi dopo sequestri e torture»

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Flotilla verso la Palestina

La vicenda della Flotilla verso la Palestina torna al centro dello scontro politico internazionale dopo la liberazione degli attivisti Thiago Avila e Saif Abu Keshek. Rifondazione Comunista parla di “terrorismo internazionale”, denuncia il silenzio di Italia ed Europa e chiede lo stop alle relazioni con Israele.

Flotilla verso la Palestina, Rifondazione accusa Israele e critica il silenzio europeo

Torna alta la tensione politica attorno alla vicenda della Flotilla verso la Palestina dopo la liberazione degli attivisti Thiago Avila e Saif Abu Keshek, fermati insieme ad altri partecipanti della Global Sumud Flotilla nel corso di un’operazione israeliana avvenuta in acque internazionali.

A intervenire con una dura presa di posizione è il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea attraverso il segretario nazionale Maurizio Acerbo e la responsabile esteri Anna Camposampiero.

Nel comunicato diffuso dal partito si parla apertamente di “sequestro” di 175 persone per circa quaranta ore e di una detenzione successiva protrattasi nei confronti dei due attivisti, rispettivamente cittadino brasiliano e cittadino spagnolo di origine palestinese.

Secondo Rifondazione, la mobilitazione internazionale nata attorno alla Flotilla verso la Palestina sarebbe stata decisiva per ottenere la liberazione dei due attivisti grazie anche alle pressioni esercitate dai governi di Spagna e Brasile.

«Ci sono volute le mobilitazioni internazionali – affermano Acerbo e Camposampiero – e le prese di posizione dei governi spagnolo e brasiliano per liberarli».

Nel testo il partito denuncia anche presunte violenze subite dagli attivisti durante la detenzione.

«C’è voluta la loro resistenza alle botte e alle torture fisiche e psicologiche messe in atto su accuse mai avvalorate da prove», scrive Rifondazione, ricordando anche lo sciopero della fame intrapreso dai due militanti.

Molto duro il giudizio espresso nei confronti del Governo italiano e delle istituzioni europee.

Secondo il comunicato, il silenzio delle autorità italiane sarebbe «imbarazzante», aggravato dal fatto che la nave coinvolta nell’operazione della Flotilla verso la Palestina batteva bandiera italiana.

«Il silenzio del governo italiano e della Commissione Europea è inaccettabile di fronte a un atto di terrorismo internazionale commesso in acque di prossimità di un Paese europeo», sostiene Rifondazione Comunista.

Da qui la richiesta politica di interrompere i rapporti diplomatici ed economici con Israele.

«La sospensione delle relazioni diplomatiche ed economiche con il governo israeliano è un atto dovuto», prosegue la nota, che chiede inoltre di perseguire i responsabili dell’operazione.

Il comunicato si allarga poi alla situazione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, citando la presenza di «almeno 10 mila ostaggi politici palestinesi» e richiamando in particolare il nome di Marwan Barghouti, storico dirigente palestinese detenuto da anni.

Rifondazione chiede quindi alle organizzazioni internazionali di sostenere le richieste provenienti dai movimenti pacifisti e filo-palestinesi per ottenere la liberazione dei detenuti.

Il testo si conclude con un ringraziamento rivolto agli attivisti della Global Sumud Flotilla e a quanti hanno sostenuto la Flotilla verso la Palestina «in mare come a terra».

La vicenda riporta così al centro del dibattito internazionale il tema delle missioni civili dirette verso Gaza, dei rapporti tra Israele e i movimenti filo-palestinesi europei e delle crescenti tensioni diplomatiche legate al conflitto mediorientale.