
“Smentiamo con forza la notizia di presunti tagli al budget per la spesa farmaceutica, in particolare per quanto riguarda i farmaci destinati alle più avanzate terapie per i pazienti oncologici ed ematologici”.
Con una nota stampa la Direzione dell’Ulss 8 Berica interviene “in merito alle informazioni diffuse negli ultimi giorni da alcuni organi di informazione”. Nell’ambito della bufera che ha investito di recente il direttore generale, Peter Assembergs, in rotta con parte della dirigenza e del personale medico, la stampa locale ha riportato la circostanza per la quale (ad esempio Il Giornale di Vicenza) il DG avrebbe dato il “benservito ad Anna Radin, direttore della farmacia ospedaliera, in un incontro dal quale la brava professionista è uscita in lacrime, con l’accusa di aver sforato di 6 milioni il budget“.
Ulss 8 Berica: “Nessun taglio budget Farmacia”
La nota dell’Ulss 8 Berica scende nel dettaglio: “A riprova di questo, per il 2026 l’Ulss 8 Berica prevede un incremento di 7,2 milioni di euro di budget per la spesa farmaceutica (125 milioni di euro contro i 117,8 dello scorso anno, +6,3%)”.
Stesso discorso viene fatto per i farmaci salvavita: “Per quanto riguarda nello specifico le terapie Car-T, nel 2025 in Ulss 8 Berica sono stati trattati 40 pazienti con questi farmaci, con una media di 10 pazienti per trimestre. Tale andamento è stato confermato anche nel primo trimestre dell’anno e per l’intero 2026 la CRITE della Regione Veneto ha già assegnato all’ULSS 8 Berica risorse per trattare almeno 42 pazienti, dunque pre-autorizzando un incremento dell’utilizzo delle Car-T”.
In merito, si registrano anche le parole dello stesso Assembergs: “Come si può vedere non c’è nessuna volontà di tagliare i farmaci per i pazienti oncologici – sottolinea il Direttore Generale -, al contrario questa Azienda è pronta anche a incrementare il numero dei pazienti trattati, con pieno sostegno della Regione del Veneto”.
Nessun cenno, nella nota, alla rimozione della dottoressa Radin così come agli altri provvedimenti disciplinari prospettati nei confronti del personale dell’azienda, fatta eccezione che per la posizione del direttore sanitario Alberto Rigo.
La posizione del direttore sanitario Alberto Rigo
Nel mirino era finito anche il direttore sanitario Alberto Rigo, che – come riportato da Il Corriere del Veneto – Assembergs avrebbe intenzione di cambiare. La stampa ha riportato di un incontro, avvenuto nei giorni scorsi, nonostante lo stesso Rigo fosse in malattia e non in grado di guidare.
Assembergs, ha aggiunto: “Quanto alla figura del dottor Rigo, che ringrazio per il prezioso contributo che ha continuato ad assicurare fin dal mio arrivo a Vicenza, come già ribadito in altre occasioni vi sono dei contratti in essere (fino al 2028, ndr) ed è ferma intenzione di questa Direzione rispettarli. L’incontro avvenuto venerdì è stato un momento di confronto interno alla Direzione Strategica, incontro al quale con grande senso di responsabilità il dottor Rigo non si è sottratto pur essendo formalmente a riposo per motivi di salute”.
La bufera: la politica continua a intervenire e chiedere chiarezza
Su quanto sta avvenendo nell’azienda sanitaria vicentina si registrano continui interventi della politica locale.
“Le notizie che continuano a giungere dall’Ulss 8 Berica sono sempre più allarmanti affermano i consiglieri regionali del Partito Democratico, Chiara Luisetto e Antonio Dalla Pozza -. L’ultima della serie parla del benservito dato dal Dg Assembergs alla direttrice della farmacia ospedaliera dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Il tutto sulla base di una motivazione che agli occhi dei pazienti apparirebbe inaccettabile, ovvero quella di aver sforato il budget per l’acquisto di farmaci salvavita.
Si tratta dell’ennesimo caso – proseguono – di una situazione che appare sempre più caratterizzata da una gestione che non chiarisce cosa sia cambiato rispetto a sei mesa fa, quando tutto invece sembrava non presentare criticità, e con la quale è aumentato a dismisura il conflitto con la struttura operativa, dal Direttore sanitario ai primari.
Mercoledì, in Commissione, chiederemo conto anche di questo all’assessore regionale Gerosa e al direttore generale Ruscitti, che non potranno sottrarsi dal fornire risposte esaurienti e puntuali su questo continuo e preoccupante stillicidio di notizie provenienti dal San Bortolo.
Investire risorse per garantire ai pazienti medicinali innovativi di essenziale importanza in ambiti come la cura oncologica, è fondamentale per evitare che i pazienti debbano comprare a proprie spese, con costi insostenibili, questi prodotti farmaceutici. Tramutare in colpa da licenziamento quello che dovrebbe invece essere valutato come un merito è veramente incredibile e sta generando un comprensibile smarrimento nei pazienti, che temono di vedere sacrificata l’efficacia delle cure sull’altare del contenimento del budget. Per la Regione e il direttore generale dell’Ulss 8 cosa vale di più? Noi invece non abbiamo dubbi”, concludono Luisetto e Dalla Pozza.
Sulla vicenda nel suo insieme interviene oggi anche Jacopo Maltauro, consigliere regionale di Forza Italia. “Ritengo che la priorità sia garantire un clima di serenità e collaborazione per assicurare il buon funzionamento dei servizi sanitari e la tutela dei cittadini – afferma -.
Le criticità emerse richiedono senso di responsabilità, rispetto dei ruoli e attenzione all’interesse della comunità, senza mai dimenticare il lavoro svolto ogni giorno con professionalità e dedizione dal personale dei nostri ospedali. Mercoledì parteciperò alla Quinta commissione consiliare, competente in materia di politiche sociosanitarie, nel corso della quale verranno acquisite informazioni riguardanti l’Azienda sanitaria Berica.
Confido che, attraverso un confronto aperto e responsabile, si possa rafforzare un percorso condiviso volto ad assicurare continuità, efficienza e qualità dei servizi sanitari. La sanità veneta rappresenta un’eccellenza e per questo è essenziale che tutte le energie siano rivolte alla costruzione di un clima positivo e costruttivo, nell’esclusivo interesse dei cittadini e degli operatori sanitari”, conclude Maltauro.



































