Regolamento Ulss 8 su aggressioni al personale sanitario, Zaramella (pres. Consiglio Vicenza): “Passo avanti”

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Massimiliano Zaramella, chirurgo vascolare al San Bortolo e presidente del Consiglio Comunale di Vicenza

“Ho potuto visionare, in quanto dipendente, il Regolamento in materia di denuncia all’Autorità giudiziaria delle aggressioni al personale sanitario dell’Ulss 8 e lo considero molto positivo“.

A sostenerlo è Massimiliano Zaramella, presidente Consiglio comunale di Vicenza, con delega a Salute e Benessere, oltre che chirurgo vascolare del San Bortolo.

Il regolamento Ulss 8 sulle aggressioni al personale sanitario nel Vicentino e i dubbi sui contenuti

Del provvedimento avevamo dato notizia da queste pagine, sottolineando alcune perplessità legate alla scelta, dettata da motivi di privacy, di pubblicare solo la prima pagina dell’atto dedicato alla denuncia all’autorità giudiziaria delle aggressioni subite dagli operatori.

Era stato chiarito che la deliberazione poteva essere consultata per quindici giorni presso la struttura proponente, identificata nell’Ufficio legale dell’azienda sanitaria vicentina, soltanto dai diretti interessati o dai loro delegati.

Ricordiamo anche che il regolamento era la reazione della dirigenza sanitaria dell’Ulss 8 ad alcune recenti aggressioni verificatesi in alcune strutture dell’azienda sanitaria.

Le valutazioni di Massimiliano Zaramella sull’atto

Il presidente del Consiglio del Comune di Vicenza ha dunque parlato di “passo in avanti“, dopo aver visionato il regolamento curato dall’Unità Operativa Complessa Affari Generali e Legali dell’Ulss 8.

“Il documento – spiega Zaramella – prende atto dell’aumento degli episodi di violenza nei confronti degli operatori, richiama il quadro normativo nazionale e regionale e definisce un percorso organizzativo volto a garantire che le aggressioni siano gestite in maniera uniforme e che gli obblighi di denuncia previsti dalla legge vengano assolti con tempestività e correttezza”.

L’aspetto considerato maggiormente qualificante del regolamento è la chiarezza su responsabilità e procedure. “Vengono individuati gli adempimenti conseguenti all’aggressione, il ruolo del Pronto Soccorso, il coinvolgimento immediato delle forze dell’ordine, le modalità di trasmissione del referto all’Autorità giudiziaria, le responsabilità dei direttori delle Unità Operative e il flusso informativo verso la Direzione Strategica – spiega ancora il medico del San Bortolo -. Il regolamento estende inoltre la tutela non solo ai dipendenti, ma anche agli specializzandi, ai tirocinanti e a tutti coloro che svolgono attività funzionali all’assistenza sanitaria, riconoscendo che il rischio di aggressione interessa l’intero sistema delle professioni sanitarie”.

Punto di partenza: le possibili migliorie

Zaramella, esprime dunque un parere molto positivo sul regolamento che ha come finalità la regolamentazione degli aspetti giuridici e organizzativi connessi alla denuncia dei reati procedibili d’ufficio e alla collaborazione con l’Autorità giudiziaria.

“Alcuni aspetti – commenta il presidente del consiglio di Vicenza – che potrebbero essere ulteriormente sviluppati non rappresentano veri e propri limiti del regolamento, quanto piuttosto ambiti che appartengono a competenze diverse e richiedono il coinvolgimento di altri uffici aziendali e, soprattutto, della programmazione regionale.

La prevenzione delle aggressioni al personale sanitario, infatti, non può essere affidata esclusivamente a uno strumento regolamentare di natura giuridica. Essa – prosegue Zaramella – richiede un approccio multidisciplinare capace di integrare formazione continua degli operatori, tecniche di prevenzione e
de-escalation, organizzazione degli ambienti di lavoro, gestione del rischio clinico, medicina del lavoro, supporto psicologico agli operatori vittime di violenza, monitoraggio costante del fenomeno e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.

Allo stesso modo – aggiunge -, sarebbe auspicabile che l’attività di monitoraggio delle aggressioni fosse accompagnata da strumenti di valutazione periodica e da indicatori condivisi che consentano di comprendere l’evoluzione del fenomeno, individuare i contesti maggiormente esposti e verificare l’efficacia delle misure adottate”.

Interventi che, nell’analisi di Massimiliano Zaramella, richiederebbero il
coinvolgimento della Direzione Strategica, del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Servizio Formazione, della Gestione del Rischio Clinico e delle altre strutture competenti.

Secondo il medico e amministratore comunale, un ruolo decisivo spetta alla Regione Veneto, “chiamata – precisa – a definire indirizzi omogenei per tutte le Aziende sanitarie, favorendo lo sviluppo di politiche integrate che affianchino agli strumenti di tutela giuridica anche programmi strutturati di prevenzione, raccolta dei dati, sostegno agli operatori e promozione della cultura del rispetto nei confronti delle professioni sanitarie”.

Bene il regolamento, dunque, ma se inteso come “un tassello significativo di un percorso più ampio“, è l’opinione di Zaramella. Ovvero, un punto di partenza per “costruire un sistema sempre più completo, capace di coniugare prevenzione, formazione, organizzazione, monitoraggio e sostegno agli operatori, attraverso una collaborazione stabile tra Aziende sanitarie, Regione, istituzioni e comunità”, conclude il presidente Consiglio comunale di Vicenza.