Antonelli scrive la storia a Monaco: primo Grand Chelem e fuga nel Mondiale 2026

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Formula 1, regalo speciale per Antonelli: un asciugamano firmato Kim Kardashian
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Il Gran Premio di Monaco 2026, disputato domenica 7 giugno sul circuito cittadino di Monte Carlo, ha consegnato alla Formula 1 una pagina destinata a restare negli archivi. Andrea Kimi Antonelli, pilota bolognese della Mercedes, ha conquistato la sua prima vittoria nel Principato comandando la corsa dal primo all’ultimo giro. Il diciannovenne ha unito alla pole position anche il giro più veloce in gara, completando così il primo Grand Chelem della sua carriera nella massima categoria del motorsport. Il successo arriva al termine di un fine settimana in cui il pilota italiano non ha mai mostrato segni di cedimento, controllando ogni fase della corsa con una maturità inattesa per la sua età.

Un trionfo che riscrive i record di precocità

La vittoria di Antonelli porta con sé una serie di primati statistici di notevole rilievo. A 19 anni, 9 mesi e 14 giorni, il pilota Mercedes diventa il più giovane vincitore di sempre del Gran Premio di Monaco, togliendo il record proprio a Lewis Hamilton, che si era imposto nel 2008 a 23 anni. Il successo del bolognese interrompe inoltre un digiuno italiano lungo 22 anni nel Principato: l’ultimo connazionale a salire sul gradino più alto del podio monegasco era stato Jarno Trulli nel 2004, mentre prima di lui ci era riuscito soltanto Riccardo Patrese nel 1982.

Il pomeriggio monegasco rappresenta anche la quinta affermazione consecutiva di Antonelli nella stagione 2026: una striscia di risultati che ha modificato profondamente gli equilibri del campionato. Si tratta di un evento che ha catalizzato anche l’attenzione degli appassionati e degli operatori del settore delle scommesse F1, oramai abituati ad inserire il nome del giovane italiano in cima alle preferenze relative ai pronostici per ogni appuntamento iridato.

Dietro al vincitore ha tagliato il traguardo Lewis Hamilton sulla sua Ferrari, staccato di 6.271 secondi, in una prestazione che ha permesso al britannico di eguagliare il record di Ayrton Senna come pilota con il maggior numero di podi a Monte Carlo, ovvero otto. Il terzo gradino è andato al francese Isack Hadjar per Red Bull, arrivato a 23.394 secondi dal vincitore.

Ritiri eccellenti e gara segnata dalle neutralizzazioni

Il Gran Premio è stato condizionato da diversi episodi che hanno alterato la classifica e penalizzato alcuni dei piloti più attesi. Charles Leclerc, idolo di casa al volante della Ferrari, è stato costretto al ritiro per un violento impatto contro le barriere causato da un problema ai freni manifestatosi subito dopo la ripartenza da una Safety Car. Il monegasco ha così visto sfumare l’occasione di tornare protagonista nella corsa di casa.

Anche Max Verstappen, alla guida della Red Bull, e Lando Norris, McLaren, sono usciti di scena senza raccogliere punti: una circostanza che ha pesato notevolmente sui rispettivi bilanci stagionali. Giornata difficile anche per George Russell, compagno di squadra di Antonelli in Mercedes, che ha chiuso in dodicesima posizione fuori dalla zona punti dopo aver scontato un Drive Through.

La top five è stata completata da Oscar Piastri (McLaren) in quarta posizione a 24.261 secondi, e da Liam Lawson (Racing Bulls) in quinta a 26.553 secondi. La gara ha quindi premiato chi ha saputo gestire le numerose neutralizzazioni con lucidità, mentre ha punito severamente i protagonisti annunciati della vigilia, ribaltando in molti casi le previsioni della stampa specializzata.