Ipab La Casa di Schio, problemi di personale ed esternalizzazioni: interrogazione di Avs

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Ipab La Casa di Schio
Ipab La Casa di Schio

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel consiglio regionale del Veneto, Carlo Cunegato, ha presentato un’interrogazione sulla situazione dell’Ipab La Casa di Schio (Centro Assistenza Servizi Per Anziani).

“Con questa interrogazione – spiega il diretto interessato – chiediamo alla Regione di spiegare cosa intende fare per garantire la sopravvivenza del modello pubblico a La Casa di Schio e, più in generale, in una rete di servizi per anziani che è già oggi sotto pressione insostenibile”.

Cosa sta succedendo a La Casa di Schio?

Nei giorni scorsi, sul tema era intervenuta la minoranza in consiglio comunale di Schio, evidenziando al primo cittadino Cristina Marigo, problemi di governance e di personale (leggi qui).

Altri elementi vengono aggiunti dal consigliere vicentino di Avs: “Abbiamo ascoltato il grido di dolore delle lavoratrici della casa di riposo di Schio: prima è stato privatizzato il reparto Ciclamino, ora tocca al Girasole, 46 ospiti non autosufficienti affidati a una cooperativa esterna dal 1° luglio.

I sindacati hanno denunciato l’assenza di qualsiasi confronto preventivo, condizioni di lavoro sempre più insostenibili, un clima irrespirabile. Queste esternalizzazioni non sono casuali, non dipendono da una legge divina o dalla natura matrigna: sono il risultato di un sistema che non riesce più a stare in piedi perché la Regione non mette a bilancio le risorse per sostenerlo”, ha detto Carlo Cunegato.

Secondo l’esponente di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale, la politica regionale ha responsabilità: “In Veneto – ha detto – quasi 11.000 anziani che avrebbero diritto a un posto in casa di riposo non lo hanno. Con la DGR 465/2024 la Giunta Stefani ha cristallizzato le impegnative di residenzialità sui dati storici, ignorando la realtà delle strutture. Il personale scappa, i reparti si svuotano, e la direzione risponde esternalizzando. È un circolo vizioso che porta dritto allo smantellamento della gestione pubblica. Noi in sede di bilancio regionale avevamo proposto di aumentare di qualche euro le tasse ai redditi più alti, chiedendo 9 euro a chi ne guadagna 55 mila. Così avremmo potuto finanziare 3.000 nuove impegnative: la destra ha votato contro”.