Ex Lanerossi, il progetto divide Schio, Coalizione Civica e AVS: “Troppo cemento e poco interesse pubblico”

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ex Lanerossi schio
Foto: Comune di Schio

Il piano urbanistico per la riqualificazione dell’area ex Lanerossi nel centro storico di Schio, acquisita nel 2022 dalla famiglia Cestaro, torna al centro del dibattito politico. A intervenire sono Giovanna Deon ed Erica Marconato per CCS e Carlo Cunegato per AVS, che esprimono forti perplessità sia sul metodo seguito dall’amministrazione sia su alcuni contenuti del progetto.

Secondo i firmatari, si tratta di un intervento destinato ad avere “profonde ricadute” sul futuro della città e proprio per questo avrebbe richiesto un percorso di confronto pubblico più ampio.

Ex Lanerossi Schio, “cittadini e Consiglio comunale poco coinvolti”

La prima critica riguarda le modalità con cui il progetto è stato presentato e portato al voto. CCS e AVS sostengono che non sarebbe stato avviato un reale percorso di partecipazione e che le informazioni diffuse alla cittadinanza sarebbero state parziali.

Nel mirino finisce anche il tempo concesso ai consiglieri comunali per esaminare il progetto: secondo i firmatari, la documentazione sarebbe stata consegnata cinque giorni prima del voto, un periodo ritenuto insufficiente per approfondire un intervento di questa complessità.

CCS e AVS affermano di essere state “l’unica forza a non votare a favore del piano” e chiedono ora l’apertura di un confronto pubblico.

Osservazioni entro l’11 agosto e incontro pubblico a settembre

Secondo quanto riportato nel comunicato, i cittadini hanno ancora la possibilità di presentare osservazioni entro l’11 agosto.

Le forze politiche annunciano inoltre l’intenzione di promuovere a settembre un momento pubblico di discussione, con l’obiettivo di approfondire il progetto prima del voto finale.

Nel progetto Ex Lanerossi Schio un supermercato da 5mila metri quadrati

Nel merito dell’intervento, una delle principali contestazioni riguarda la previsione di una nuova struttura commerciale di circa 5mila metri quadrati, un ulteriore supermercato in centro storico.

CCS e AVS criticano anche la realizzazione di un parcheggio di circa 8.800 metri quadrati, di cui 600 destinati a parcheggi reperiti per il centro storico.

Secondo i firmatari, si tratterebbe di un ulteriore consumo di suolo in contrasto con le politiche di “depavimentazione” che, a loro giudizio, stanno assumendo un ruolo sempre più importante nelle strategie urbanistiche per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e delle isole di calore. Si afferma nel comunicato: “dove c’è una vasta area di cemento la temperatura aumenta di 4 gradi. Ha quindi senso costruire nel centro della nostra città un altro enorme parcheggio, della grandezza maggiore di un campo di calcio e mezzo?”.

Dubbi sulla bonifica

Un altro punto considerato problematico riguarda la bonifica dell’area ex industriale.

CCS e AVS sostengono che una bonifica ritenuta ottimale dovrebbe prevedere scavi più profondi rispetto a quelli indicati nel Piano Operativo di Bonifica. Il progetto, secondo quanto riportato nel comunicato, prevederebbe invece la copertura del terreno con un telo impermeabile e uno strato superficiale di terra.

I firmatari esprimono dubbi sulle conseguenze ambientali, paesaggistiche e idrauliche di questa soluzione, chiedendo che la bonifica venga effettuata “a regola d’arte”.

Il parco pubblico e il taglio degli alberi

Il progetto comprende anche la realizzazione di un parco pubblico, elemento che CCS e AVS considerano positivo in linea di principio.

La critica riguarda però la gestione del verde esistente. Secondo i firmatari, gli alberi già presenti nell’area, descritti come alti e rigogliosi, verrebbero abbattuti. Le nuove piantumazioni dovrebbero inoltre prevedere il taglio del telo impermeabile in corrispondenza degli alberi.

Per le forze politiche, il nuovo spazio verde dovrebbe invece garantire una reale qualità ambientale e rappresentare una risposta concreta alle esigenze della città.

Via XX Settembre, nel mirino anche la viabilità

Il piano prevede inoltre la trasformazione di via XX Settembre in una strada a doppio senso. Secondo CCS e AVS, l’intervento potrebbe contribuire ad alleggerire il traffico in via Pasubio, ma avrebbe anche una conseguenza considerata particolarmente critica: la demolizione della cosiddetta “Ex Fattoria – Casa del Fattore”, edificio storico ritenuto significativo. Anche su questo aspetto viene chiesto un approfondimento pubblico.

“Serve un dibattito pubblico sulla rigenerazione dell’area Ex Lanerossi Schio”

La posizione di CCS e AVS è quindi quella di chiedere un confronto che coinvolga cittadini, associazioni, esperti e proprietà in merito al futuro della Ex Lanerossi Schio e dell’intera città.

Per Giovanna Deon, Erica Marconato e Carlo Cunegato, una trasformazione urbana di queste dimensioni dovrebbe tenere insieme aspetti sociali, ambientali, storici e culturali.

L’obiettivo dichiarato è arrivare a una discussione informata prima della decisione definitiva, individuando una soluzione che consenta di valorizzare l’area ex Lanerossi e, allo stesso tempo, tutelare l’interesse pubblico e il patrimonio della città.