Eccidio di Schio, vertice in prefettura a Vicenza in vista delle celebrazioni del 7 luglio

132
Una celebrazione in memoria dell'Eccidio di Schio
Una celebrazione in memoria dell'Eccidio di Schio

In vista delle celebrazioni per l’Eccidio di Schio, si è svolto oggi in Prefettura a Vicenza un incontro con il Comune e le associazioni allo scopo di garantire equilibri democratici, coesione sociale e sicurezza pubblica sul territorio.

Come è noto, ogni anno, per la celebrazione del 7 luglio si contrappongono sigle vicine agli ideali del Fascismo e a quelli della Resistenza.

L’Eccidio di Schio: 6-7 luglio 1945

Con il termine Eccidio di Schio si fa riferimento al massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 a Schio, in provincia di Vicenza. Due mesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di ex partigiani e agenti della polizia ausiliaria fece irruzione nel carcere cittadino, uccidendo 54 detenuti, in parte ex fascisti, e ferendone altri.

Nel 2005, a Schio, è stato proposto e firmato dall’amministrazione comunale, dai rappresentanti del “Comitato familiari delle vittime dell’Eccidio di Schio” e dai rappresentanti dell’ANPI e dell’AVL Vicenza, un Patto di Concordia Civica, allo scopo di superare le divisioni perpetratesi negli anni tra le due parti.

L’incontro in Prefettura

L’incontro istituzionale è stato presieduto dal Prefetto di Vicenza, Filippo Romano, ed è stato finalizzato a “promuovere il dialogo e il confronto civile in merito alle sensibilità storiche del territorio scledense, con particolare riferimento alle imminenti celebrazioni del 7 luglio in memoria delle vittime dell’Eccidio di Schio del 1945”, recita una nota di Palazzo del Governo.

Al tavolo, coordinato dalla Prefettura hanno preso parte amministratori comunali di Schio, rappresentanti delle Associazioni delle Vittime, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e dell’Associazione Volontari della Libertà (AVL).

“L’intervento di mediazione della Prefettura – è stato detto a margine – ha favorito un dialogo aperto, disinnescando potenziali tensioni a ridosso di una ricorrenza dal profondo impatto emotivo e simbolico per la comunità locale”.

Nel corso della riunione, i partecipanti “hanno condiviso la necessità di preservare lo spirito del Patto di Concordia, ribadendone il valore di pilastro insostituibile per la civile convivenza. L’obiettivo comune emerso è quello di favorire una memoria storica che sia fattore di pacificazione, rispetto reciproco e unità, rifiutando ogni strumentalizzazione o motivo di divisione.

Tutte le componenti sedute al tavolo hanno espresso vivo apprezzamento per il ruolo di sintesi esercitato dal Prefetto, concordando sull’importanza di mantenere aperto un canale di confronto e di stretta collaborazione istituzionale anche per il futuro”.