Alto Vicentino, Neuropsichiatria infantile senza medici. Cunegato (AVS): “Cose da terzo mondo”

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Neuropsichiatria infantile vicentino

“Nella neuropsichiatria infantile dell’Alto vicentino, un territorio di 190mila abitanti, a breve non ci sarà più nemmeno un medico. Dal 20 agosto, rimarranno esattamente zero neuropsichiatri infantili in servizio”. A dirlo è Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale.

Una cosa da terzo mondo“, commenta il consigliere vicentino riferendo delle criticità che da qui a breve il territorio potrebbe vivere. “Abbiamo presentato pochi mesi fa un’interrogazione sulla crisi del servizio. Ora ne presenteremo un’altra, perché non è accettabile lasciare sole le persone più fragili. La Regione deve mobilitarsi subito, prima che l’Alto Vicentino resti senza un servizio fondamentale per i nostri bambini e ragazzi e le loro famiglie che hanno bisogno del sostegno della nostra comunità”.

Nell’Alto Vicentino i servizi pubblici di Neuropsichiatria Infantile fanno riferimento principalmente alle strutture dell’Ulss 7 Pedemontana, dislocate a Schio e Thiene. Il Servizio si occupa della salute neurologica e psichica delle persone in età evolutiva (0-18 anni), mediante percorsi di diagnosi e presa in carico riabilitativa delle patologie dello sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza: neurologiche, psichiatriche, cognitive, relazionali e neuropsicologiche.

Alto Vicentino, Neuropsichiatria infantile senza medici

“Esattamente un anno fa – ricorda Cunegato -, il 3 luglio 2025, eravamo scesi in piazza a Schio insieme ai genitori dei bambini e dei ragazzi con disabilità e alle maestre. Le stesse dipendenti del servizio con una lettera avevano segnalato lo scadimento della situazione. Avevamo denunciato che tra la segnalazione di una maestra e la certificazione diagnostica potevano passare anche due anni, due anni e mezzo: uno scandalo, perché viene meno la diagnosi precoce necessaria per una presa in carico efficace. In questo modo, le classi restano scoperte senza insegnante di sostegno.

Avevamo denunciato che negli anni il servizio era passato da sei medici a due. Da allora la situazione è precipitata: mesi fa l’unica neuropsichiatra rimasta a tempo pieno si è dimessa, forse anche per il carico di lavoro insostenibile. Una delibera dell’Ulss del 2 luglio ci dice che anche l’ultima dottoressa, part-time per 27 ore, dal 20 agosto non presterà più servizio: tra poche settimane il distretto resterà senza alcun medico.

In febbraio, avevamo già presentato un’interrogazione quando la dottoressa Stefanutti, psicologa e storica professionista della neuropsichiatria del territorio, era stata nominata responsabile dei consultori familiari, lasciando un vuoto enorme: ebbene, non solo non è mai stata sostituita, ma nel frattempo è andata in pensione anche un’altra psicologa del servizio. Il quadro è quello di un servizio ormai praticamente smantellato.

E allora – conclude il capogruppo di Allenza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale – ci chiediamo come sia possibile che, di fronte a un tracollo di questa portata e a una domanda di cura in costante crescita, ci sia perfino chi ha paura di dare un voto basso a questa gestione dell’Ulss 7”.