
Alcuni dei primi cittadini della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 7 Pedemontana intervengono a difesa di Cristina Marigo, sindaca di Schio sul tema del giudizio finale sull’operato della direzione dell’azienda sanitaria.
Alcuni giorni fa, parte della Conferenza dell’Alto Vicentino hanno infatti espresso voto contrario e contestato duramente il giudizio finale di 18,5 su 20 assegnato ai servizi socio-sanitari.
L’accusa principale alla prima cittadina di Schio era di non aver rispettato la mediazione precedentemente concordata a quota 17,5 punti, un punteggio ritenuto più idoneo a evidenziare le criticità del territorio.
Tra i problemi, segnalati dai sindaci, le lunghe liste d’attesa, le carenze della medicina territoriale e i ritardi per le Case della Comunità. Gli amministratori avevano comunque precisato che il voto non costituisce un attacco all’operato dell’ULSS, bensì la richiesta urgente di risposte e interventi concreti a favore delle comunità locali.
La controreplica è stata sottoscritta in un comunicato congiunto dai Comuni di Schio, Malo, Monte di Malo, Zanè, Villaverla, Pedemonte, Laghi, Sarcedo, Tonezza del Cimone, Velo d’Astico, Fara Vicentino, Arsiero, Posina, Salcedo.
Giudizio su Ulss 7: la posizione degli altri Comuni
A seguito del comunicato diffuso da alcuni Sindaci al termine della Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 7 Pedemontana, riteniamo doveroso offrire ai cittadini una ricostruzione completa di quanto avvenuto, nel rispetto della verità dei fatti e del corretto funzionamento degli organismi istituzionali.
Il confronto tra amministratori è il fondamento della democrazia. È naturale che possano emergere sensibilità diverse e valutazioni differenti. Tuttavia, quando una decisione viene assunta da un organo collegiale, essa rappresenta la sintesi del confronto democratico e merita rispetto, anche quando non coincide con le posizioni di tutti.
Nessuno mette in discussione le criticità del sistema sociosanitario. I Sindaci sono quotidianamente a contatto con i cittadini e conoscono bene le difficoltà che interessano il territorio: liste d’attesa, carenza di medici, infermieri e operatori socio-sanitari, medicina territoriale, neuropsichiatria infantile, integrazione scolastica e altri servizi fondamentali. Sono problemi reali che richiedono risposte concrete.
È però altrettanto corretto ricordare che molte di queste criticità non dipendono esclusivamente dall’operato del Direttore Generale dell’ULSS, ma da una situazione strutturale che interessa l’intero sistema sanitario nazionale. La difficoltà nel reperire personale sanitario qualificato è oggi una delle principali emergenze della sanità pubblica italiana e incide inevitabilmente sulla capacità di risposta dei servizi.
Per questo motivo la valutazione dell’attività del Direttore Generale (il riferimento è al precedente direttore, Carlo Bramezza, ndr) deve necessariamente essere complessiva, tenendo conto sia delle criticità ancora presenti sia dell’impegno profuso dall’Azienda ULSS e dai suoi professionisti nel garantire servizi essenziali in un contesto particolarmente complesso.
Va inoltre riconosciuto che il Direttore Generale ha sempre dimostrato disponibilità all’ascolto e al confronto con i Sindaci, affrontando con attenzione le problematiche segnalate dai territori e mantenendo un dialogo costante con le amministrazioni locali.
I firmatari: distinguere tra Distretto e Conferenza
Per una corretta ricostruzione dei fatti è necessario distinguere con chiarezza il ruolo del Distretto da quello della Conferenza dei Sindaci.
La riunione del Distretto 2 svoltasi il giorno precedente aveva carattere preparatorio e consultivo. In quella sede non erano presenti tutti i Sindaci del Distretto 2: diversi amministratori, per precedenti impegni istituzionali, non hanno potuto partecipare e, di conseguenza, non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio punto di vista. Va inoltre ricordato che anche tra i Sindaci presenti erano emerse posizioni differenti rispetto al punteggio da attribuire. Per questo motivo quella riunione non poteva rappresentare in modo definitivo la volontà dell’intero Distretto.
La Presidente Cristina Marigo, ha svolto correttamente il proprio ruolo istituzionale rappresentando in Conferenza quanto emerso dal confronto preliminare. Il suo compito era quello di riportare fedelmente l’esito di quella riunione, non di determinare il voto finale.
Il giudizio sull’attività del Direttore Generale compete infatti esclusivamente alla Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 7 Pedemontana, organo nel quale sono rappresentati entrambi i Distretti e nel quale ogni Sindaco ha il diritto di intervenire, confrontarsi ed esprimere il proprio voto.
Nel corso della seduta sono state sottoposte democraticamente al voto le diverse proposte, compresa quella di confermare il giudizio dello scorso anno pari a 18,5 punti su 20. Dopo un confronto aperto e trasparente, la maggioranza dei Sindaci presenti ha approvato tale proposta. È questo il momento nel quale si forma la volontà ufficiale della Conferenza dei Sindaci.
Giudizio finale su operato Ulss 7: la difesa per Cristina Marigo
Il rispetto della decisione assunta dalla maggioranza rappresenta uno dei principi fondamentali del funzionamento di ogni organismo democratico.
Per questo motivo riteniamo ingiusto che la Presidente Marigo venga indicata come responsabile di una decisione che, invece, è stata assunta collegialmente dalla Conferenza dei Sindaci attraverso una regolare votazione.
Dispiace inoltre constatare che, ancora una volta, una parte dei Sindaci del Distretto 2 abbia scelto di diffondere un comunicato stampa separato, esprimendo legittimamente il proprio dissenso ma senza rappresentare l’intero percorso istituzionale che ha portato alla decisione finale.
Il dissenso è un diritto e costituisce un elemento essenziale della democrazia. Diverso è il rischio che il confronto venga trasferito dal piano istituzionale a quello della comunicazione pubblica, alimentando una contrapposizione che può apparire più politica che amministrativa e che finisce inevitabilmente per mettere in secondo piano l’interesse generale del territorio.
Al termine della votazione, inoltre, una parte dei Sindaci che aveva espresso voto contrario ha scelto di lasciare l’aula prima della conclusione dei lavori della Conferenza. Una decisione certamente legittima, ma che ha impedito loro di partecipare al successivo incontro con l’Assessore regionale Roma, intervenuta poco dopo per confrontarsi con i Sindaci sui temi sociali.
È un’occasione che avrebbe potuto rappresentare un momento importante per portare direttamente alla Regione le criticità evidenziate dai territori e contribuire, attraverso il dialogo istituzionale, alla ricerca di soluzioni concrete.
Siamo convinti che i cittadini si aspettino amministratori capaci di confrontarsi anche quando le posizioni sono diverse, ma altrettanto capaci di riconoscere il valore delle decisioni assunte democraticamente e di continuare a lavorare insieme nell’interesse delle comunità.
Le conclusioni
Per questo motivo riteniamo opportuno avviare un percorso condiviso che porti la Conferenza dei Sindaci a dotarsi di un regolamento chiaro per la valutazione annuale dell’attività del Direttore Generale, fondato su criteri oggettivi, indicatori condivisi e procedure uniformi. Uno strumento che rafforzi ulteriormente la trasparenza e garantisca a tutti gli amministratori pari possibilità di partecipazione.
Le criticità non si risolvono contrapponendo amministratori ad amministratori, né trasformando una valutazione istituzionale in uno scontro pubblico. Si affrontano lavorando insieme, portando le istanze dei territori nei tavoli competenti, sostenendo chi ogni giorno opera nella sanità pubblica e collaborando, ciascuno nel proprio ruolo, per ottenere maggiori risorse, più personale e servizi sempre migliori.
La sanità e il sociale non appartengono a una parte politica. Appartengono ai cittadini. Ed è ai cittadini che tutti noi, al di là delle diverse sensibilità amministrative, dobbiamo continuare a rivolgere il nostro impegno, con spirito di collaborazione, senso delle istituzioni e responsabilità.
Firmato: i sindaci dei Comuni di Schio, Malo, Monte di Malo, Zanè, Villaverla, Pedemonte, Laghi, Sarcedo, Tonezza del Cimone, Velo d’Astico, Fara Vicentino, Arsiero, Posina, Salcedo.






































