
La Guardia di finanza ha confiscato beni per 2 milioni di euro a un soggetto condannato per aver riciclato proventi illeciti riconducibili al pregiudicato Felice Maniero, ex capo dell’associazione criminale di stampo mafioso, denominata “Mala del Brenta”, attiva in Veneto e nel Nord-Est Italia tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90.
Le fiamme gialle hanno agito su delega del Tribunale di Venezia, nell’ambito di attività di indagine svolta con la Procura della Repubblica di Venezia, con militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza e il supporto dei Finanzieri dei Comandi Provinciali di Venezia e Firenze.
Le indagini, a suo tempo condotte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria, scaturirono dalle dichiarazioni dello stesso Felice Maniero, ex capo della Mala del Brenta, e consentirono di individuare la destinazione dei proventi illeciti dei reati commessi dall’associazione mafiosa.
Mala del Brenta: i beni confiscati
Come riferito dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, a seguito della sentenza definitiva di condanna, il Tribunale di Venezia ha disposto la confisca dei beni, riconducibili al condannato e ai propri congiunti, consistenti in 2 immobili siti in Provincia di Firenze e Lucca, 5 autovetture, gioielli e quadri di valore affidati in amministrazione giudiziaria, disponibilità finanziarie depositate presso i conti correnti e il contenuto delle cassette di sicurezza di due Istituti Bancari della Provincia di Empoli (denaro contante per 90 mila euro e 15 orologi di lusso), per un ammontare complessivo sottoposto a confisca pari a circa 2 milioni di euro.
Il quadro delle indagini
Le investigazioni, svolte attraverso accertamenti bancari, analisi documentale, indagini tecniche, approfondimenti economico-patrimoniali ai fini della determinazione della sproporzione reddituale, rogatorie internazionali disposte dall’autorità giudiziaria, assunzioni a sommarie informazioni di persone informate sui fatti e riscontri in loco, hanno consentito di confermare le dichiarazioni dell’ex Capo della Mala del Brenta e individuare i proventi illeciti impiegati per l’acquisto di beni immobili e mobili riconducibili a Felice Maniero.
L’attività investigativa si era conclusa con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare e con il contestuale sequestro di beni immobili, disponibilità finanziarie, autovetture e beni di lusso, in relazione alle condotte di riciclaggio dei proventi illeciti dell’associazione mafiosa capeggiata da Felice Maniero.





































