Carceri affollate in Veneto, PD: “Da attuale governo regionale zero interventi”

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“Le condizioni di profonda criticità in cui si ritrovano detenuti e personale penitenziario nelle carceri del Veneto sono ormai una costante. Ogni anno i numeri e le relazioni del Garante regionale dei diritti della persona lo ricordano con puntualità. Purtroppo, guardando al fronte istituzionale che governa la Regione, c’è la sensazione di una assuefazione pericolosa”.

Il giudizio, alla luce di un focus di stampa pubblicato oggi, è dei consiglieri regionali del Partito Democratico, con in testa il capogruppo, Giovanni Manildo, i membri della Commissione legalità di palazzo Ferro Fini, ovvero il presidente Gianpaolo Trevisi e Paolo Galeano, assieme alle componenti della Commissione politiche sociali, la vicepresidente Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo.

Carceri in Veneto: “Da attuale governo regionale zero interventi”

“È una crisi di sistema che unisce sovraffollamento, carenza di personale e mancanza di supporto psicologico – spiegano gli esponenti dem – con conseguenze pesantissime: basti pensare ai suicidi che si verificano con drammatica ciclicità e al fatto che queste condizioni impediscono un processo di riabilitazione autentica dei detenuti, come viene indicato dall’articolo 27 della nostra Costituzione.

Quando un istituto si trova costantemente oltre la propria capienza, tutto diventa più difficile: il lavoro degli operatori, i percorsi trattamentali, la gestione delle fragilità e delle tensioni che attraversano il mondo penitenziario. Si finisce inevitabilmente per rincorrere i problemi anziché governarli e l’emergenza quotidiana divora il tempo e le energie che dovrebbero essere dedicate alla funzione stessa della pena”.

Secondo Manildo “va segnato un punto di svolta da parte di chi governa la Regione: garantire la sicurezza significa anche intervenire in direzione di migliori condizioni carcerarie che riducano le recidive e favoriscano un pieno reinserimento sociale”.

“In questi mesi – ricordano Trevisi e Galeano – con la Commissione legalità abbiamo ascoltato chi il carcere lo vive ogni giorno. Direttori, agenti della Polizia penitenziaria, operatori sanitari, garanti dei detenuti e volontari ci hanno restituito tutti la stessa fotografia: il sistema penitenziario non ha bisogno di essere raccontato soltanto quando esplode un’emergenza, ma di essere considerato una responsabilità quotidiana delle istituzioni”.

“Il Garante svolge un ruolo essenziale di pungolo ad agire: bisogna allora che questa figura venga davvero ascoltata dalla Regione, non accontentandosi a prendere atto delle preziose relazioni che vengono consegnate”, concludono Luisetto, Bigon e Sambo.