
Come sta il turismo veneto? Ce lo dice Federalberghi: il Veneto si conferma una delle principali destinazioni turistiche italiane anche nell’estate 2026. A evidenziarlo sono i dati elaborati da HBenchmark e dall’Ufficio di Statistica della Regione Veneto, che fotografano una stagione caratterizzata dall’aumento di arrivi e presenze, trainata soprattutto dal mercato internazionale.
Tra gennaio e maggio gli arrivi sono cresciuti del 4,6%, mentre le presenze hanno registrato un incremento del 7,1%, superando quota 19,2 milioni. Un risultato favorito anche da un mese di maggio particolarmente positivo, che ha segnato un aumento delle presenze del 19,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Turismo Veneto 2026: cresce il mercato internazionale
A fare la differenza sono soprattutto i visitatori stranieri. Se il turismo domestico resta sostanzialmente stabile, con una lieve flessione dell’1% nelle presenze, il mercato internazionale cresce dell’11,7%, confermando il forte richiamo del Veneto nei confronti dei principali Paesi europei.
In aumento anche la permanenza media, che si attesta intorno alle 2,7 notti, segnale di una maggiore capacità del territorio di trattenere i visitatori e generare ricadute economiche più consistenti.
Hotel, campeggi e strutture extralberghiere in crescita
Sul fronte dell’accoglienza continua a crescere l’intero comparto ricettivo. Gli alberghi registrano un incremento delle presenze del 2,6%, mentre il settore extralberghiero mette a segno un aumento del 12%.
Tra gli hotel spicca il ritorno dei tre stelle (+6,2%), mentre prosegue l’espansione delle strutture di lusso a cinque stelle (+5,7%). Ottimi risultati anche per campeggi e villaggi turistici, che registrano una crescita superiore al 23% delle presenze.
Vicenza rallenta per il calo del turismo business
L’analisi territoriale mostra un andamento differenziato tra le province venete. Venezia e Verona si confermano i principali motori della stagione grazie al turismo balneare e al Lago di Garda.
Per quanto riguarda Vicenza, Federalberghi evidenzia come il territorio risenta ancora della contrazione del turismo business, collegata alle difficoltà che stanno interessando il comparto automotive. Una situazione diversa rispetto a Belluno, che dopo il boom legato alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 vive una fisiologica fase di assestamento, e rispetto a Padova, penalizzata soprattutto dalla flessione del turismo termale.
Prenotazioni positive per il resto dell’estate per il turismo veneto
Le prospettive per i prossimi mesi restano favorevoli. Le prenotazioni già acquisite indicano una crescita diffusa in quasi tutti i comparti.
Le città d’arte registrano un incremento dell’8%, il Lago di Garda cresce del 4,4%, mentre il turismo balneare segna un +4,1%. Il dato più rilevante riguarda la montagna, che mette a segno un aumento delle prenotazioni del 15,9%, beneficiando ancora della visibilità internazionale ottenuta grazie ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina.
L’unico segmento in lieve difficoltà resta quello termale, che registra un calo dell’1,9%.
Schiavon: “Il Veneto punti sulla qualità”
Per il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, i dati confermano la solidità del sistema turistico regionale.
“Il Veneto continua a dimostrare di essere il punto di riferimento del turismo italiano non soltanto per i volumi, ma per la qualità del proprio sistema di accoglienza“.
Secondo Schiavon, uno dei punti di forza della regione è la capacità di distribuire i flussi turistici tra mare, lago, città d’arte, montagna e terme, favorendo una destagionalizzazione sempre più marcata.
Il presidente sottolinea però anche la necessità di continuare a investire in infrastrutture, mobilità, innovazione, formazione e qualità dell’offerta, affinché il Veneto possa consolidare non solo la propria leadership nei numeri, ma anche quella sotto il profilo qualitativo.







































