Rinasce la Vaca Mora da Rocchette ad Asiago: un plastico per riportare in vita il treno che avvicinava la pianura alla montagna

Il duevillese Ivo Bettanin ha riprodotto la Vicenza-Schio e la Rocchette-Asiago, entrambe le linee in miniatura sono in esposizione fino a mercoledì al Centro Arnaldi di Dueville

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ivo bettanin, vaca mora
Ivo Bettanin accanto al suo ultimo capolavoro in esposizione al Centro Arnaldi a Dueville.

La Vaca Mora che andava da Rocchette ad Asiago torna a vivere in un meraviglioso plastico che è in esposizione fino a mercoledì al Centro Arnaldi di Dueville.

Il duevillese Ivo Bettanin, ex commerciante di abbigliamento, ha coltivato fin dall’infanzia una grandissima passione per il modellismo, in particolare di treni. I treni, Ivo, li sogna anche la notte e durante il giorno crea dei plastici che riportano in vita linee ferroviarie scomparse, come la Rocchette-Asiago, o fanno tornare ai tempi d’oro linee come la Vicenza-Schio. Ivo con i suoi plastici fa sognare i bambini e fa ricordare ai nonni i tempi che non ci sono più.

ll primo trenino è arrivato dalla Befana quando avevo 6 anni, l’ho sempre tenuto dentro il cuore e ogni tanto lo faccio ancora andare” ci confida Bettanin. “Ci sono stati dei momenti in cui l’ho messo da parte, ma il pensiero c’era sempre” racconta il settantunenne di Dueville, che spiega di essersi potuto dedicare al modellismo soprattutto dopo la pensione.

Vaca Mora
La Vaca Mora è stata in uso dal 1910 al 1958 nel tragitto tra Rocchette e Asiago.

Bettanin ha realizzato anche un plastico della Vicenza-Schio

I ricordi di un tempo Ivo li cristallizza attraverso il modellismo, l’ha fatto con il treno che costeggia i Trabocchi in Abruzzo, dove ha fatto il militare. Tra le sue opere anche la Carnia- Tolmezzo e soprattutto la Vicenza-Schio, in cui ha riprodotto anche tutte le stazioni tra Cavazzale e la città scledense. “Questo plastico ha suscitato molto interesse, raccogliendo tantissimi consensi e soddisfazioni, oltre a richieste per esposizioni – racconta Ivo Bettanin -. Da qui, l’idea di creare ciò che le persone amano e ricordano con tanta nostalgia, cioè la Vaca Mora Rocchette-Asiago”.

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Ivo Bettanin accanto al plastico della Vicenza-Schio, anch’esso in esposizione al Centro Arnaldi a Dueville.

7 mesi di lavoro per ridare vita alla Vaca Mora in scala 1:87

Mi è scattata la molla e sono andato in cerca – racconta Bettanin – ho recuperato appunti e fotografie”. Un lavoro che ha portato il duevillese a cercare tutte le informazioni che potessero essergli utili per ricostruire il tracciato originale e soprattutto il paesaggio di inizio ‘900 circostante alla ferrovia. Da biblioteche fino a mostre ed eventi fotografici, passando per internet e l’acquisizione di immagini satellitari, Ivo si è però anche recato sul posto personalmente. 

Sono andato a vedere le stazioni ancora esistenti, a prendere le misure e ho immaginato quelle che non c’erano più” racconta ancora Bettanin. Dopo il lavoro di documentazione, si è svolto quello di realizzazione, cercando di riprodurre in modo più realistico possibile la linea andata perduta. Un lavoro durato 7 mesi, iniziato a settembre del 2025 e concluso a marzo di quest’anno, giorno e notte. Bettanin ha prestato particolare attenzione anche al paesaggio circostante alla ferrovia, senza dimenticare i carri e le carrozze trainati da buoi e cavalli.

vaca mora
Un dettaglio del plastico con la Vaca Mora in movimento.

Conoscendo la storia, è stata ancor più entusiasmante la fase di realizzazione” spiega Ivo. Il plastico è stato realizzato in scala 1:87, niente legno, bensì polistirene estruso per rendere più leggero il tutto. La genialità sta anche nella facilità del trasporto dell’intera struttura, lunga oltre 10 metri, che è organizzata in moduli che si assemblano. Il plastico è ambientato nel 1910, anno in cui la ferrovia “che collegava la pianura vicentina e l’altopiano” è stata inaugurata. A quasi 70 anni dalla dismissione, avvenuta nel 1958, la Vaca Mora torna dunque a vivere, anche se in miniatura.

Bettanin lancia l’appello: “Cerco una stanza dove mettere i miei plastici”

Bettanin guarda intanto già avanti al prossimo progetto: la Rocchette-Arsiero. “Il problema – spiega – è che ho la casa piena, ormai sono saturo”. Ivo ha quindi lanciato dalle nostre colonne un appello rivolto in particolare ai sindaci della zona: “Mi auguro di trovare il posto dove poter stipare il tutto, sarebbe ideale trovare un comune o anche un privato che mi conceda una stanza dove mettere i plastici”. 

Ivo è intanto anche alla ricerca di persone interessate al suo mondo, disposte a seguirlo e a lavorare insieme a lui. “Vorrei creare un gruppo, soprattutto di giovani perché vorrei trasmettere loro la manualità” racconta. Alla mostra di Dueville, oltre ai plastici della Rocchette-Asiago e della Vicenza-Schio, c’è anche un tavolo dove vengono mostrati alcuni pezzi in costruzione per far vedere come si lavora. 

ivo bettanin
Il plastico della Vaca Mora ha una larghezza di 1.20 metri e 10 metri di lunghezza.

L’esposizione è ospitata al Centro Arnaldi fino a mercoledì 29 luglio, ogni sera a partire dalle 20:30 (mercoledì anche dalle 9:30 alle 12:00). I due plastici saranno esposti al piano superiore nell’ambito della mostra Mani Abili, consueto appuntamento che si tiene ogni estate durante la Sagra di Sant’Anna.

Quello che è rimasto del trenino di Asiago è il valore storico e il rimpianto per la perdita di una ferrovia turistica tra le più belle d’Europa – è il messaggio finale che vuole mandare Ivo Bettanin -. Molti sarebbero a favore della riattivazione, ma se questo rimane un sogno, questo plastico lo ravviva sicuramente”.