
Una casa protetta a Marostica accoglierà donne vittime di violenza domestica, anche con figli minori. Regione, Comune e Ater destineranno al progetto un alloggio pubblico, affiancando all’ospitalità percorsi psicologici, sociali ed educativi. Non sono ancora indicati apertura, capacità e gestione.
Casa protetta a Marostica per donne e figli: alloggio pubblico destinato alle vittime di violenza
Una casa protetta a Marostica sarà destinata alle donne che devono allontanarsi da situazioni di violenza domestica e potrà accogliere anche i loro figli minorenni. La Regione ha approvato l’accordo di programma per “Casa Sicura – Cantiere Sicurezza e Autonomia”, promosso dal Comune insieme ad Ater Vicenza.
Un alloggio Erp trasformato in struttura protetta
Il progetto prevede di utilizzare un alloggio di edilizia residenziale pubblica come struttura a indirizzo riservato, nella quale le donne possano trovare una sistemazione sicura durante il percorso di uscita dalla violenza.
La decisione annunciata dalla Regione Veneto non si limita all’ospitalità abitativa. Alle donne dovrebbero essere garantiti accompagnamento psicologico, assistenza sociale e sostegno educativo, con l’obiettivo di raggiungere progressivamente autonomia economica e abitativa.
L’accordo coinvolge Comune di Marostica e Ater Vicenza. Il comunicato regionale, tuttavia, non indica il valore economico dell’intervento, il numero di posti disponibili, la durata prevista dell’accoglienza e il soggetto al quale sarà affidata la gestione quotidiana.
Da conoscere tempi di apertura e modalità di accesso
Non è ancora precisato quando l’alloggio diventerà operativo. Mancano inoltre informazioni sulla procedura con cui saranno valutate le richieste, sui servizi garantiti ai minori e sul coordinamento con forze dell’ordine, servizi sociali, Ulss 7 Pedemontana e autorità giudiziaria.
Il nuovo alloggio si inserisce nel sistema territoriale che comprende il Centro antiviolenza Spazio Donna di Bassano del Grappa e i suoi sportelli decentrati. A Marostica è già attivo uno servizio gratuito di ascolto e sostegno, rivolto anche alle donne esposte a violenza personale, familiare o relazionale.
Il percorso verso una reale autonomia
Disporre di un luogo sicuro è soltanto la prima parte del percorso. Per rendere possibile l’uscita stabile da una situazione violenta servono sostegno legale e psicologico, continuità scolastica per i figli, accesso al lavoro e una successiva soluzione abitativa.
Il progetto regionale dichiara di voler integrare proprio queste dimensioni. La sua efficacia potrà però essere valutata soltanto conoscendo operatori coinvolti, durata degli interventi, collegamento con i servizi esistenti e risorse riservate all’accompagnamento dopo la fase di emergenza.
Il tema della disponibilità di dati e del coordinamento tra servizi assume rilievo anche alla luce dell’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza contro le donne, chiamato a raccogliere informazioni e valutare le politiche attuate sul territorio.






































