
(Adnkronos) – Con il Demo Day ospitato presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Nairobi, si è conclusa la prima edizione di H.e.r.o. (Harmonic Euro-African Ramp-up Orbit), la call del programma di accelerazione gratuito per startup dell’Africa orientale pronte a crescere ed entrare stabilmente nell’orbita di investitori, mentor e partner europei. Il Kenya rappresenta oggi uno degli ecosistemi di startup più dinamici del continente più giovane al mondo, con fondatori impegnati nello sviluppo di soluzioni nei settori fintech, agritech, salute digitale ed energie pulite. A mancare non sono il talento o le idee, ma l’accesso a capitali, reti internazionali e mercati esteri.
Promosso da Harmonic Innovation Group, società benefit attiva nell’ecosistema dell’innovazione tra Italia, Europa, Stati Uniti, India e Africa, organizzato da BeEntrepreneurs Aps, realtà non profit italiana con quasi dieci anni di esperienza nella realizzazione di programmi di accelerazione e roadshow internazionali in Uganda, Kenya, Ruanda, Congo, Tanzania e Marocco, H.e.r.o. nasce nell’ambito di Startup Africa Roadtrip per colmare questo divario. Alla cerimonia di proclamazione delle quattro startup vincitrici, selezionate tra 324 candidature ricevute, ha preso parte l’Ambasciatore Vincenzo Del Monaco, che ha seguito e sostenuto il percorso di H.e.r.o., riconoscendo all’iniziativa un valore strategico anche nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa.
“Con H.e.r.o. non vogliamo esportare un modello di innovazione in Africa, ma creare le condizioni perché il talento imprenditoriale che già esiste possa crescere e confrontarsi su scala internazionale. È un approccio coerente con i principi dell’Innovazione armonica che perseguiamo, definita dal nostro presidente fondatore Francesco Cicione, che mette al centro la creazione di valore condiviso tra territori, imprese e persone. Il Kenya rappresenta il primo passo di una strategia di lungo periodo con cui intendiamo costruire relazioni stabili tra gli ecosistemi dell’innovazione africani ed europei, favorendo la crescita di nuove imprese e nuove opportunità per entrambi i continenti”, ha sottolineato Paolo Satta, Chief Operating Officer di Harmonic Innovation Xcelerator, incubatore e acceleratore di Harmonic Innovation Group.
“Tornare a Nairobi e riannodare i rapporti con l’ecosistema keniano è stata un’esperienza di grande valore. In una settimana all’HackHouse abbiamo condensato ciò in cui crediamo da quasi dieci anni: 5 giorni di bootcamp, 7 workshop, 24 ore di mentorship uno a uno e 2 fireside chat con founder e investitori, in cui le startup hanno tradotto il lavoro svolto in progressi concreti. Ma il risultato vero sono le connessioni: le oltre 70 persone riunite da Hello Tractor e le più di 150 al Demo Day alla Residenza dell’Ambasciatore raccontano la partecipazione di un intero ecosistema. L’aspetto più significativo è stato osservare la crescita dei founder e la naturalezza con cui hanno imparato a sostenersi a vicenda: siamo certi che il roadshow in Italia rafforzerà questo impatto”, ha commentato Susanna Ercolani, H.e.r.o. program lead e board member di BeEntrepreneurs.
La call, lanciata lo scorso maggio in occasione del Gitex Kenya 2026, rappresenta la prima tappa dell’omonimo programma quinquennale di accelerazione e internazionalizzazione, sviluppato da Harmonic Innovation Group insieme a Primo Capital Sgr, e che si fonda su cinque pilastri portanti: la nascita di un Harmonic Innovation Spoke a Nairobi; un programma di entrepreneurship e capacity building per la nascita di nuove imprese innovative; l’attivazione di partnership strategiche con università, corporate, centri di ricerca, organizzazioni sociali per la crescita dell’ecosistema di innovazione locale; programmi di incubazione e accelerazione a favore delle startup; la creazione dell’Harmonic Africa Fund, fondo da 50 milioni di euro che verrà gestito da Primo Capital Sgr Spa, principale piattaforma italiana indipendente di investimenti alternativi dedicata a settori tecnologici chiave per lo sviluppo economico.
Sono le keniote Silo Africa Networks e Chumz e le ugandesi BuriCare e Systems, quest’ultima vincitrice di una Menzione Speciale, le startup giudicate più promettenti da una giuria composta da impact investor e venture capitalist locali. Eccole nel dettaglio.
-Silo Africa Networks (Agritech): fornisce silos ermetici intelligenti dotati di sensori IoT che monitorano temperatura, umidità e livelli di CO₂ per proteggere il grano stoccato, consentendo agli agricoltori di conservare i cereali in sicurezza senza l’utilizzo di agenti chimici. Il risultato è una significativa riduzione delle perdite post-raccolto e un accesso più semplice a mercati remunerativi.
-BuriCare (Healthtech): un’impresa sociale che sviluppa marsupi ‘Kangaroo Mother Care’ ergonomici dotati di sensori per il monitoraggio in tempo reale di battito cardiaco, temperatura e livelli di ossigeno. La soluzione nasce per migliorare la sopravvivenza dei neonati prematuri nei contesti a basse risorse, dove l’accesso alle incubatrici rimane limitato.
-Chumz (Fintech): piattaforma di risparmio e investimento che sfrutta mobile money, gamification e psicologia comportamentale per aiutare le persone a costruire abitudini di risparmio più solide. È pensata soprattutto per chi ha un accesso limitato ai servizi finanziari tradizionali, offrendo la possibilità di iniziare a risparmiare e investire anche partendo da piccoli importi.
-Tegu Systems (Regtech) | Menzione Speciale: con la piattaforma Verify Sentinel, offre un’infrastruttura B2B per la verifica dell’identità, del rischio e dell’ultimo miglio, automatizzando il controllo della posizione geografica e della residenza. La soluzione consente a banche, assicurazioni, fintech e operatori logistici di verificare in modo affidabile dove si trova una persona e se risiede effettivamente in un determinato luogo, anche in contesti in cui i dati anagrafici tradizionali sono incompleti o poco affidabili.
Le startup vincitrici saranno protagoniste a novembre dell’Italian Roadshow, pensato per rafforzare i loro legami con l’ecosistema europeo dell’innovazione. Durante le tre tappe di Catanzaro, Roma e Milano, le startup avranno l’opportunità di accedere a un percorso che intreccerà incontri con pmi, startup e centri di ricerca, appuntamenti istituzionali e occasioni di confronto con il mondo delle Corporate della rete italiana di System Integrator e con Angel Investor e Venture Capital. L’attenzione raccolta e il successo in termini di adesione alla prima call di H.e.r.o. sono gli evidenti segnali del grande potenziale del programma, che punta a colmare il divario tra infrastrutture, competenze e accesso al mercato, favorendo la crescita di un ecosistema imprenditoriale nel campo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie di frontiera.
Rivolta a startup early-stage in settori chiave come logistica, turismo, cleantech, agritech, edtech, fintech, healthtech, blue economy e digitale, la call ha raccolto 324 candidature da 23 Paesi, per un totale di 466 founder, di cui un terzo donne. Tra queste sono state selezionate 20 startup finaliste, a conferma della capacità di H.e.r.o. di attrarre un ecosistema pan-africano e globalmente connesso. L’81% delle candidature proviene dai cinque Paesi target del programma – Kenya, Etiopia, Tanzania, Uganda e Ruanda – mentre il solo Kenya, sede del Demo Day e del futuro Harmonic Innovation Spoke di Nairobi, rappresenta il 49% del totale. Un dato significativo riguarda inoltre la maturità delle startup candidate: il 63% dispone già di un prodotto sul mercato con utenti attivi o clienti paganti.
Tra le centinaia di candidature ne sono state selezionate 20 che, dal 3 al 6 agosto presso HackHouse Africa a Westlands, hanno partecipato a una settimana di accelerazione intensiva, seguendo workshop su pitching, business model, fundraising e storytelling, sessioni di mentorship e un panel con investitori: un percorso che ha portato alla selezione delle 3 vincitrici assolute.
H.e.r.o. nasce da un’idea semplice: anziché proporre modelli predefiniti alle startup, il percorso si costruisce sulle esigenze dei territori e delle imprese coinvolte. Alla base c’è la convinzione di Harmonic Innovation Group che l’innovazione generi valore duraturo solo in armonia con il benessere delle persone, i principi etici e lo sviluppo sistemico di lungo periodo. In quest’ottica, l’Africa non è un mercato da conquistare, ma un partner strategico con cui costruire nuovi modelli di crescita condivisa, capace di generare competenze, tecnologie e imprese che contribuiscono all’innovazione globale. Un ruolo centrale è svolto anche da BeEntrepreneurs Aps, che dal 2017 ha accelerato oltre 200 startup e formato più di 500 imprenditori in sei Paesi africani, raccogliendo oltre 17 milioni di euro.
L’appuntamento di Nairobi rappresenta una nuova tappa del percorso avviato a febbraio 2026 con la presentazione ufficiale dell’iniziativa al Nairobi AI Forum, proseguito ad aprile in occasione della visita del presidente keniota William Ruto con l’evento ‘Growing Together Through Partnership’ a Roma e con l’apertura della call H.e.r.o. al Gitex Kenya 2026 lo scorso maggio. Un percorso che mostra chiaramente le due cornici strategiche che i governi italiano e keniota stanno portando avanti con determinazione: il Piano Mattei per l’Africa, il programma con cui l’Italia intende costruire un nuovo modello di partenariato paritario con il continente africano, e l’Ai 10 Billion Initiative, co-guidata da African Development Bank e Undp Ai Hub, il programma multilaterale da 10 miliardi di dollari per fare dell’Africa un protagonista globale dell’intelligenza artificiale.
In questo quadro, H.e.r.o. si configura come un tassello strategico di cooperazione economica e tecnologica tra Italia e Africa orientale, coerente con gli obiettivi di sviluppo condiviso, promossi da entrambe le iniziative. Il prossimo capitolo si scriverà a novembre, quando le tre startup vincitrici saranno protagoniste dell’Italian Roadshow, ulteriore tappa di un programma che punta a formare 5.000 imprenditori africani in cinque anni, di cui almeno il 35% donne.
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