
Riconoscere e valorizzare la lingua veneta come patrimonio linguistico e culturale regionale, promuovendone la presenza anche nella scuola, nel lavoro, nei media e nella vita pubblica. È l’obiettivo sostenuto dai consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat di Resistere Veneto, che intervengono sull’iter della proposta legislativa dedicata alla materia.
Il percorso nasce da più iniziative consiliari. La Sesta Commissione ha infatti avviato il 23 settembre l’esame di un testo congiunto dei progetti di legge n. 27 e n. 36, rispettivamente presentati da Riccardo Barbisan e, come prima firma, da Davide Lovat. L’iter prevede anche il passaggio in Prima Commissione per il parere di competenza prima di proseguire verso il via libera definitivo della commissione referente.
Il progetto n. 36 di Lovat e Szumski era stato presentato alla Presidenza del Consiglio regionale l’11 febbraio 2026 e interviene sulla legge regionale n. 8 del 2007, dedicata alla tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto.
Lingua veneta, Szumski: “Una vera e propria lingua, non un dialetto”
Per Riccardo Szumski, il provvedimento rappresenta un passaggio importante per arrivare al riconoscimento formale del veneto nelle sue diverse varietà storiche e territoriali.
“La lingua veneta è una vera e propria lingua, non un dialetto”, afferma il capogruppo di Resistere Veneto, rivendicando la proposta presentata dal gruppo all’inizio della legislatura e il lavoro svolto insieme alle altre forze politiche sui diversi testi.
L’obiettivo indicato dai promotori è la tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale veneto.
Szumski pone l’accento soprattutto sulle nuove generazioni: “Molti giovani vivono in contesti così frammentati e pressati dai social che hanno dimenticato perfino la loro lingua di origine”.
Da qui la richiesta di intervenire per conservarne la conoscenza e la trasmissione nel tempo.
Lovat: “Investire sul plurilinguismo”
Anche Davide Lovat insiste sul ruolo che, secondo il gruppo, la promozione del veneto potrebbe avere soprattutto tra i giovani.
“Promuovere l’insegnamento del veneto e delle altre lingue regionali non è solo un atto culturale, ma un investimento sul plurilinguismo, sullo sviluppo cognitivo dei giovani e sulla coesione e l’integrazione sociale”, sostiene il consigliere.
Lovat richiama inoltre l’utilizzo quotidiano del veneto nei luoghi di lavoro, sostenendo che possa rappresentare anche uno dei veicoli informali attraverso i quali le persone immigrate entrano in contatto con la realtà locale. Si tratta, in questo caso, di una valutazione politica espressa dal consigliere.
Veneto a scuola, nel lavoro e nei media
Nella prospettiva indicata dai due consiglieri, la valorizzazione non dovrebbe limitarsi alla conservazione della memoria linguistica.
Lovat auspica infatti il coinvolgimento di docenti, esperti e associazioni per consolidare la presenza del veneto “nella scuola, nel lavoro, nei media e nella vita pubblica”.
Il testo legislativo interviene sulla legge regionale 13 aprile 2007, n. 8, già dedicata al patrimonio linguistico e culturale veneto. La proposta n. 36 è stata poi riunita nel percorso consiliare con il progetto n. 27, anch’esso finalizzato al riconoscimento e alla valorizzazione della lingua veneta.
Il progetto prosegue l’iter in Consiglio regionale
Il provvedimento non è ancora una legge regionale. Dopo il lavoro sul testo congiunto in Sesta Commissione, sono previsti ulteriori passaggi dell’iter consiliare prima dell’eventuale approvazione definitiva.
Szumski e Lovat esprimono comunque soddisfazione per l’avanzamento della proposta e per la convergenza maturata sul tema.
Il confronto si sposterà quindi sui contenuti definitivi del testo e sugli strumenti attraverso i quali la Regione intenderà concretamente perseguire la tutela e la valorizzazione della lingua veneta, qualora il progetto completi l’iter legislativo.



































