Tangenziale di Vicenza: il collegamento della Bretella dell’Albera con la Base Del Din, l’intervista a Giovanni Marangoni (Comitato Biron e Cristiani per la pace)

Abbiamo sentito Giovanni Marangoni, dubbioso rispetto al completamento del primo stralcio della Tangenziale, in un luogo, la Lobbia, a rischio idraulico

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Tangenziale di Vicenza
L’inquadramento territoriale del progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale: in azzurro il primo tronco inaugurato a giugno 2023 e in arancione il completamento (Progetto definitivo Anas)

È del 2010 il Consiglio comunale in cui si mettevano ai voti le richieste da fare al Governo
come “compensazione” per la costruzione della base USA Dal Molin: Tangenziale di Vicenza a nord-est, filobus, università e la cessione gratuita del lato est dell’ex Aeroporto Tommaso Dal Molin per creare un grande parco, l’attuale Parco della Pace. Di tangenziale se ne parlava già da decenni.

Protocollo d'intesa per la progettazione preliminare e definitiva e la realizzazione del completamento della tangenziale di Vicenza
Il Protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva e la realizzazione del completamento della tangenziale di Vicenza firmato il 28 agosto 2013 da Ministero dei Trasporti, con Anas, Regione Veneto, Provincia e Comune di Vicenza, Comune di Costabissara e Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova

La firma del Protocollo d’Intesa per la Tangenziale di Vicenza

Nel 2011 è stato firmato ufficialmente a Roma il Protocollo d’Intesa tra la presidenza del
Consiglio dei Ministri, i Ministeri dell’Economia e Finanze, Difesa, e Infrastrutture e Trasporti, Anas e comune di Vicenza definito “Accordo per opere di mitigazione e compensazione per l’ampliamento del Dal Molin. Due anni dopo viene fatto un ulteriore protocollo d’intesa per la progettazione preliminare e definitiva dei quattro stralci della Tangenziale di Vicenza, a firma del Ministero dei Trasporti, con Anas, Regione Veneto, Provincia e Comune di Vicenza, Comune di Costabissara e Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova.

Tangenziale Vicenza
La planimetria degli stralci previsti nel Protocollo d’intesa per la progettazione del 28 agosto 2013 secondo copia conforme

Da allora sono passati 10 anni per vedere l’inaugurazione, il 19 giugno 2023, del primo
tronco del primo stralcio della Tangenziale di Vicenza; 5,3 km di strada che collegano viale del Sole con la S.P. 46 per Schio, per un investimento di 70,44 milioni di euro. Per questo traguardo, va dato atto dell’importanza dell’impegno profuso nel tempo dal Comitato Albera, tuttora attivo per sollecitare il proseguimento e la messa in sicurezza dell’opera; infatti, anche se il primo pezzo è concluso, in realtà non lo è del tutto, perché in questi tre anni è stato spesso al centro della cronaca a causa di numerosi incidenti occorsi – a detta di qualcuno – per la progettazione errata di alcuni tratti, ma anche (va detto) per i comportamenti pericolosi e azzardati degli automobilisti. Ci sono comunque diverse carenze strutturali, come ad esempio la mancanza di un divieto di circolazione per i monopattini, ma anche la mancanza del Collaudo tecnico e amministrativo, documento che deve essere ancora firmato dalle Amministrazioni coinvolte e obbligatorio secondo legge per le opere pubbliche.

Ma non è finita qui. Perché in ballo c’è anche il completamento del primo stralcio, ovvero il collegamento di 1,6 km che dovrebbe unire la cosiddetta Variante dell’Albera già completata con l’ingresso Nord della Base Del Din.
Dunque, il tracciato interesserà i comuni di Vicenza e Caldogno e, secondo il progetto di
Anas, si presenterà in due tratti distinti. Il primo, di 1.200 m, di categoria C1 – strada
extraurbana secondaria, si dividerà a sua volta in due porzioni: la prima porzione di 703,74 m avrà inizio dall’intersezione a rotatoria di fine “1° Stralcio – 1° Tronco” della Bretella
dell’Albera e terminerà con la rotatoria di raccordo con la Strada Comunale di Lobia; la seconda porzione di 501,51 m si installerà dalla rotatoria di raccordo con la S.C. di Lobia alla rotatoria con la bretella di collegamento alla base militare. A questo punto inizierà il secondo tratto di circa 370 m, definita “bretella di collegamento alla base militare”, dove troverà collocazione il nuovo gate presidiato; per raggiungere la base sarà necessario creare un ponte a due campate che solcherà il Torrente Bacchiglione.

Sul completamento del primo stralcio esistono a Vicenza diverse sensibilità: da un lato chi vorrebbe che la Tangenziale fosse completata, anche per ridurre il traffico pesante nei
quartieri – con le conseguenze sulla salute delle persone e la vivibilità della città -; dall’altro associazioni si battono, al contrario, affinché non venga costruita la Bretella di
collegamento, anche per ragioni legate alla presenza della base militare Del Din. Su vipiù.it
stiamo riferendo costantemente le evoluzioni legate alla vicenda, dando spazio agli spunti
che ci arrivano da entrambe le parti.

L’intervista a Giovanni Marangoni

Ne abbiamo parlato con Giovanni Marangoni, portavoce del Comitato Biron – negli anni ha seguito la lunga storia della progettazione- e dubbioso sulla conclusione del primo stralcio; Marangoni ci ha fornito qualche spunto di riflessione che noi siamo andati ad approfondire.

Giovanni Marangoni
Giovanni Marangoni, portavoce del Comitato Biron e di Cristiani per la pace Vicenza

Giovanni Marangoni (d’ora in avanti G.M.): Inizierei ricordando che l’Unesco non vuole questo completamento.

Nel 2017, infatti, è stata fatta in città una Missione Consultiva WHC (World Heritage Centre) – ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) durante la quale è stato redatto un report contenente direttive vincolanti per il sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto” con 19 Raccomandazioni: la numero 9 è totalmente rivolta al progetto “Tangenziali” e recita: “La parte occidentale della circonvallazione di Vicenza Tangenziali (“stralcio n° 1″) dovrebbe essere realizzata senza la connessione alla base militare Del Din”. Nel report Unesco si parla di un paesaggio intatto che verrebbe danneggiato nei “nodi di protezione idrogeologica in termini ambientali e paesaggistici e ville di considerevole importanza”; vengono citate la presenza in Lobbia di diverse piante autoctone e di un’urbanizzazione limitata, oltre al rischio inondazione. Dunque, secondo l’Unesco, è un paesaggio da preservare così com’è.

Unesco HIA
Tra il 2016 e il 2017, alcuni interventi urbanistici e infrastrutturali ipotizzati per il Sito Unesco di Vicenza sono stati sottoposti a una Valutazione di Impatto sul Patrimonio (HIA). Qui la valutazione dell’impatto Tangenziale sull’OUV

G.M.: Di questo completamento si vocifera da anni, in particolare dal 2021 quando è stato pubblicato il progetto di ANAS, ma perché non se parla? Non è mai stato presentato ai cittadini.

Se di Tangenziale ad anello si parla fin dall’era Variati, come detto sopra, qui ci fermiamo nel tempo al 6 aprile 2021, quando il Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica (MASE) pubblica il progetto definitivo di ANAS per il completamento del primo stralcio e la
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), aprendo quindi alla consultazione pubblica per la
presentazione di eventuali osservazioni. Il comune di Vicenza attraverso un’osservazione
chiede la predisposizione della HIA, ovvero dell’Heritage Impact Assessment, una
metodologia di valutazione basata sulle indicazioni presenti nella Guidance on Heritage Impact Assessments for Cultural World Heritage Properties di ICOMOS International (2011), che si prefigge di valutare l’impatto di uno o più progetti di trasformazione che influiscono su valori, attributi, autenticità e integrità dei siti Unesco.
Nel giugno successivo il Ministero della Cultura presenta al MASE la “richiesta di integrazioni e chiarimenti”, a seguito di una relazione endoprocedimentale fatta dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la quale aveva espresso “motivi ostativi“ all’opera, dato che andrebbe a ricadere in un “comparto territoriale ad alto e diffuso potenziale archeologico”. Si contesta, inoltre, che nella relazione paesaggistica di Anas non erano mai state citate le Raccomandazioni Unesco (di cui sopra).

Dal 2021 al 2025, la vicenda della Tangenziale di Vicenza

G.M.: Quando nel 2025 è stato riaperto il periodo per le osservazioni, il comune di
Caldogno ha osservato di non essere stato informato circa lo sviluppo del progetto.

Nell’agosto 2025 il MASE pubblica nuovi elaborati progettuali di ANAS, in riscontro alle
richieste del Ministero della Cultura di quattro anni prima, aprendo la consultazione pubblica. A rispondere sarà proprio il comune di Caldogno che riferisce di non essere mai stato informato sulle novità progettuali, nonostante il proprio diretto coinvolgimento territoriale nell’opera.
Poco dopo, sarà il comune di Vicenza a fare un’osservazione, comunicando che, “nonostante la previsione di opere di mitigazione indicate nel “SIA – Studio di Impatto Ambientale”, l’infrastruttura a servizio della base militare americana “Del Din”, comporterà un’elevata frammentazione fondiaria, sottrazione di suolo e perdita di funzionalità agricola, riduzione della fruizione paesaggistica e della permeabilità dei terreni. A ciò si aggiungano criticità nella salvaguardia del sito Unesco di Vicenza e la preoccupazione per gli impatti sul territorio e alla popolazione nella fase di cantiere, nonché per la definizione delle responsabilità di gestione e manutenzione delle opere infrastrutturali e a verde”.
Inoltre, il comune di Vicenza chiede ad Anas di provvedere alla pubblicità della consultazione con avvisi a sue spese sui quotidiani locali, al fine di informare i cittadini dei contenuti del progetto, affinché possano esprimere a loro volta le osservazioni.

G.M.: L’opera Tangenziale di Vicenza, come sappiamo, non è mai stata pubblicizzata alla cittadinanza.

In una nota allegata alle osservazioni, il Settore Mobilità, Trasporti e Infrastrutture del
Comune richiede la verifica dell’“osservanza delle previsioni del Piano di Gestione delle
Alluvioni (PGRA), redatto dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, ad oggi
vigente”, oltre a un aggiornamento dello studio di traffico, a un’analisi dei percorsi ciclabili
esistenti affinché l’opera non interferisca con essi, e alla garanzia dell’accessibilità a tutti i
fondi agricoli presenti.
A parlare sarà anche l’Ufficio Unesco comunale: nello stesso documento inviato a settembre
2025 al MASE si evidenzia il mancato aggiornamento del progetto rispetto alle nuove
metodologie del Framework Guidance&Toolkit 2022 Unesco – documento che fornisce linee guida e metodologia per valutare i potenziali impatti dei progetti sui beni del Patrimonio Mondiale -, oltre all’assenza del coinvolgimento della comunità e degli stakeholders in merito all’impatto del sito, e a nessuna valutazione rispetto a quanto attenzionato nel report  ICOMOS del 2017. Veniva inoltre sottolineato dall’Ufficio Unesco che nel progetto non erano stati valutati “scenari alternativi (variazioni di tracciato, soluzioni tecnologiche meno impattanti) e l’opzione no project, come da IA Guidance&Toolkit”. 

L’anno corrente

G.M.: Il completamento verrebbe inserito in un’area, la Lobbia, che conosciamo tutti benissimo perché in passato alluvionata, e dunque a rischio idraulico.

Il MASE ha chiesto ad Anas la documentazione integrativa, pubblicando in data 7 aprile 2026 altri 46 documenti progettuali e avviando il periodo per le possibili osservazioni. A questo punto compare la Regione Veneto che a maggio invia un’osservazione che richiama una nota dell’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, la quale evidenzia la necessità di fare riferimento al Piano di gestione del rischio di alluvioni – PGRA – primo aggiornamento 2021-2027 come unico strumento per l’individuazione delle aree a pericolosità idraulica. “Si evidenzia che l’area oggetto di intervento è classificata a pericolosità idraulica moderata (P1), pericolosità idraulica media (P2) e area fluviale. La Relazione idrologico-idraulica dunque non “è coerente con quanto previsto dalle NTA del Piano, in particolare con riferimento all’avvenuto aggiornamento delle analisi modellistiche”, si legge.
L’Autorità di bacino anticipa inoltre che, “in caso di mancata acquisizione della
documentazione richiesta, di acquisizione incompleta o non idonea a dimostrare la coerenza
dell’intervento con il PGRA – la determinazione della scrivente è da intendersi non favorevole”.
La documentazione deve essere aggiornata secondo i dettami del piano alluvioni, perché
sono entrate in vigore (dal 21 gennaio 2026) le mappe di allagabilità, di pericolosità e di
rischio da alluvione che comportano modifiche anche nell’area interessata dal progetto.

Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale
Il progetto del completamento del 1°stralcio della Tangenziale (Progetto definitivo Anas)

G.M.: Per 5 anni è rimasto segreto un documento della Regione Veneto in cui venivano fatte una serie di richieste.

L’8 maggio 2026, il MASE chiede ad Anas anche l’integrazione della documentazione alla
CTVA (Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale), trasmettendo una
richiesta pervenuta dalla Regione Veneto e assunta al protocollo il 17 novembre 2021 “che è risultata non pubblicata sul portale (https://va.mite.gov.it)”. All’interno del documento vi sono precise indicazioni della Regione per quanto riguarda l’ambiente idrico, terre e rocce da scavo, emissioni in atmosfera, illuminazione, impatto acustico, ricomposizione ambientale, aspetti idraulici (“il progetto dovrà essere aggiornato in considerazione dei lavori in corso di esecuzione, nel medesimo sito, per la realizzazione del bacino di laminazione delle piene del fiume Bacchiglione”), analisi su traffico e viabilità locale.
A seguito di ciò, Anas ha chiesto al MASE una proroga di sessanta giorni per presentare i
documenti integrativi; il 10 agosto il Comune di Vicenza ha pubblicato l’avviso che il MASE
ha riaperto il periodo di osservazioni sul progetto definitivo per il completamento della
Tangenziale di Vicenza, che andranno fatte dagli interessati – cittadini, comitati e istituzioni – entro il 9 settembre.

G.M.: Aggiungerei che dal luglio 2024 le basi militari americane in Europa sono state interessate da un innalzamento del livello di allarme terrorismo da “Bravo” a “Charlie”, il secondo livello più alto. Dobbiamo sentirci al sicuro nel sapere se verrà costruita un’infrastruttura che rende più rapidi i collegamenti da e verso la base Del Din? Sarebbe necessario, inoltre, valutare molto attentamente i rischi derivanti dal trasporto di materiali pericolosi verso e dalla Del Din, compresi i rischi NBCR (Nucleari, Batteriologici, Chimici, Radioattivi).
Non sono pregiudizialmente contrario a questa infrastruttura, ma sono sicuramente contrario alle modalità in cui si sta progettando: senza che i cittadini ne sappiano nulla, in una zona con rischio idraulico, senza alcun riscontro da parte dell’Unesco, anche perché era stata presentata come compensazione, e così non è certo una compensazione.
Mi auguro che le commissioni Territorio e Cultura del Comune di Vicenza convochino quanto prima i tecnici di ANAS e che l’Amministrazione promuova un incontro pubblico, alla presenza di ANAS, per informare e tranquillizzare i cittadini.

Trasniti mezzi militari Usa Vicenza Arcugnano Schengen militare
Transiti mezzi militari Usa tra Vicenza e Arcugnano

Lo scorso 2 luglio, anniversario dell’inaugurazione della Base Del Din, durante il Quarto
cammino di pace che si è tenuto dal capitello di viale Ferrarin all’ingresso della Del Din, è
stata avviata una campagna di sensibilizzazione proprio sulla Tangenziale. Quella sera,
Marangoni ha ricordato un comunicato del 25 febbraio 2007 scritto dal Consiglio Pastorale
Diocesano, in cui venivano tirate le file sul caso Dal Molin e in cui si diceva:
“Registriamo di fronte alla questione Dal Molin da parte di molti cittadini una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni. Vi è stata una grave carenza di informazione, un occultamento della verità, una mancanza di trasparenza, un’assenza di coinvolgimento, un perdurante rimpallo di responsabilità tra vari livelli istituzionali, locali e nazionali, o altri soggetti di rappresentanza che hanno assunto come prevalente criterio di valutazione quello economico”.
La necessità dei cittadini è quella di essere informati, come ben spiegava il comunicato, ma
tutt’ora, come abbiamo visto in questo articolo, non sempre è così.

Ai lettori, lasciamo due domande aperte per una riflessione, domande che sono state
lanciate durante l’avvio della campagna di sensibilizzazione del 2 luglio: “Ti senti rassicurato nel sapere che i progettisti della tangenziale di collegamento alla base USA Del Din sono gli stessi che hanno progettato e realizzato la Bretella dell’Albera?” e “A chi servirà la Tangenziale di Vicenza una volta che sarà realizzata e chi la pagherà?”.