Tangenziale di Vicenza, le conseguenze problematiche della Bretella dell’Albera sulle strade secondarie (di cui nessuno si occupa)

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In attesa della progettazione definitiva del completamento del primo tronco della Tangenziale di Vicenza, sono numerose le problematiche irrisolte del primo stralcio (la Bretella dell’Albera) e le conseguenze negative sulle strade secondarie e i danni all’ambiente.

Abbiamo già parlato (qui) del completamento del primo tronco della Tangenziale di Vicenza, opera in fase progettuale su cui la Regione del Veneto ha prodotto pagine di osservazioni e l’Autorità di bacino Distrettuale delle Alpi Orientali ha espresso “parere non favorevole, costituendo quanto richiesto condizione necessaria per la valutazione della coerenza dell’intervento con il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni” se il progetto non verrà modificato come da indicazioni.

Per ora, di aperto c’è il primo tronco primo stralcio.

Il primo tronco primo stralcio della Tangenziale di Vicenza

Parliamo dei 5,3 chilometri inaugurati il 19 giugno 2023, che collegano viale del Sole con la strada provinciale 46 Pasubio; oltre 70 milioni di euro il denaro investito per la progettazione e la costruzione, ma la strada non è ancora completata, o meglio, le carenze strutturali la pongono spesso al centro della controversia politica.

Senza contare il fatto che, oltre al completamento del tronco, con il collegamento con la Caserma Del Din, mancano ancora i progetti degli altri stralci: in particolare, il secondo stralcio, ossia la tangenziale a est, nota come prolungamento di via Aldo Moro, per cui ci sono sul tavolo tre ipotesi. Da sottolineare che, da Relazione illustrativa del 1°stralcio, si afferma che un primo progetto di massima risale al 1997. Il completamento della Tangenziale è parte delle “opere di mitigazione e compensazione per l’allargamento del Dal Molin”, stabilite nell’accordo firmato nel 2011 da comune di Vicenza, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministeri della Difesa, Economia e Finanze, e Infrastrutture e Trasporti, e Anas.

Bretella dell’Albera: grande incompiuta

Pochi giorni fa abbiamo evidenziato le carenze infrastrutturali del primo stralcio della Tangenziale di Vicenza, problematiche non ancora risolte, come la questione delle torri faro su viale del Sole mai accese dopo l’installazione nel 2021, e provvedimenti non ancora messi in atto, come il divieto di transito a monopattini e biciclette lungo la Bretella per motivi di sicurezza.

Ai fianchi della bretella che viene percorsa dagli autoveicoli ci sono altre due grandi fasce di territorio fatte di canali, strade di servizio e poderali, ponti, dune, mitigazioni a verde. Queste grandi superfici rimarranno per sempre di proprietà (e in gestione) di Anas oppure gli oneri di manutenzione e gestione dovranno essere pagati dalle casse della Provincia di Vicenza o del comune di Vicenza?

Oggi però chiediamoci quali siano le conseguenze dell’infrastruttura su questi territori circostanti.

Tangenziale di Vicenza: le conseguenze della costruzione sul territorio circostante

La questione del laghetto al centro della rotatoria di innesto in viale del Sole – che si riempiva ad ogni acquazzone – è stata risolta, attraverso lavori di scavo, lo stesso non si può dire per altri luoghi. La compatibilità dell’infrastruttura con l’assetto idrogeologico dell’area era stata fortemente contestata dalle associazioni vicentine coinvolte.

tangenziale di vicenza
La rotatoria di viale del Sole allagata

Negli ultimi anni i cambiamenti climatici e la globalizzazione hanno peggiorato la diffusione di malattie del gruppo delle arbovirosi, ovvero malattie virali trasmesse da vettori artropodi, come le zanzare e le zecche. Tra le misure di prevenzione indicate dall’Ulss 8 Berica risulta “Evita i ristagni di acqua. È sufficiente pochissima acqua stagnante affinché le zanzare possano depositare le uova e riprodursi”. 

Nelle zone adiacenti alla Tangenziale di Vicenza, si sono formate molte aree di acqua stagnante, compreso una sorta di laghetto di acqua ferma e non scorrevole, proveniente dalle precipitazioni e, probabilmente, dalla risalita in superficie dell’acqua di falda.

Un “laghetto” che in questo periodo estivo di forte siccità (falda ai minimi) è lungo oltre 100 metri, con una superficie di circa 300 mq. e profondità di 40 cm. (per la gioia delle zanzare), mentre normalmente raddoppia a oltre 200 metri di lunghezza (foto sotto).

tangenziale di vicenza
Un laghetto di acqua stagnante

Nel 2025, inoltre, Anas – tutt’ora proprietaria delle aree non asfaltate – ha costruito un ponte da Strada Biron di Sotto per permettere l’accesso alla strada di servizio anche ai proprietari di terreni; in assenza di cartelli di divieto, vi transitano pedoni, biciclette e qualche auto. La creazione dello “scatolare” di cemento ad una quota troppo elevata ha creato una barriera, provocando il blocco dell’acqua di falda.

bretella dell'albera
12 febbraio 2025 posa dello scatolare all’intersezione con Strada Biron di sotto

Per di più, lo scatolare è stato situato a valle dei cavi di telefonia e fibra ottica presenti in loco: nel verbale di accertamento relativo alla consegna lavori della Tangenziale di Vicenza (del 15/06/2023) Anas riporta come gli allacciamenti idrici, elettrici e fognari alle reti di pubblici servizi siano stati eseguiti, ma non vi sono riferimenti a quelli relativi alla telefonia e alla fibra.

Nonostante numerose segnalazioni dei residenti, nei pressi del ponticello costruito (vedi sotto), sono ben visibili i cavi aerei (o “acquatici“?) della telefonia e della fibra ottica, collocati nel 2013 a 50 cm dal fondo del fossato e parzialmente colpiti dalle ruspe che nel tempo sono state movimentate in loco. Cavi non ancora rimossi.

tangenziale di vicenza9 luglio 2026: una profondità di 40 cm in periodo di secca; i i cavi della telefonia e della fibra ottica risultano a 50 cm dal fondo del fossato

Parzialmente realizzati gli interventi relativi alle mitigazioni paesaggistiche e ambientali, con l’installazione di alberi e siepi lungo il tracciato della Tangenziale; nel decreto dell’Unità Complessa V.I.A. (del 03/09/2007) era stato prescritto di creare “fasce a verde di almeno 5 metri per l’attraversamento dei territori a vocazione agricola e di larghezza variabile tra i 10 m e i 15 m nei tratti in prossimità delle abitazioni”.

bretella dell'albera
13 maggio 2026: le ruspe inviate da Anas per ripulire i fossati (nella foto all’intersezione con Strada Biron di sotto)

Solo a maggio 2026 Anas ha provveduto – per la prima volta – a onerosi interventi di manutenzione, tra cui lo sfalcio dell’erba, e alla (non risolutiva) ripulitura dei canali che non scolavano l’acqua.

Nella foto di oggi uno dei tanti canali di scolo tutt’ora intasato anche dopo l’intervento di ANAS

Da evidenziare che la zona rientra nel perimetro della grande opera di ingegneria idraulica realizzata nel Quattrocento da Antonio Loschi nella campagna della villa ora Loschi-Zileri-Dal Verme-Motterle e che è stata pesantemente compromessa dalla tangenziale, oltre al fatto che nell’area della rotatoria di innesto su viale del Sole nel 2019 fu scoperto un importantissimo sito archeologico risalente al Neolitico.

villa zileri
1436 con atto di permuta i Loschi entrarono in possesso di un’ampia porzione di campagna ad ovest di Vicenza, buona parte del territorio era ancora incolto, paludoso o ricoperto di boschi.

Dal sito di Villa Zileri Motterle: “la famiglia Loschi si concentrò sui nuovi possedimenti, investendovi risorse per proseguire e completare lo scavo dei canali, il prosciugamento e il disboscamento, anticipando con lungimiranza di oltre mezzo secolo l’attenzione per la “santa agricoltura” che caratterizzò le famiglie nobili venete solo a partire dal Cinquecento”.

biron allagato
Le campagne circostanti alla Strada Biron di Sotto allagate

Si tratta di segnalazioni già consegnate al Prefetto (con un dossier di 141 pagine) in occasione dell’incontro del Comitato Bretella Biron in Prefettura il 26 febbraio 2025 e  trasmesse il 6 marzo successivo all’Ufficio Unesco del Ministero della Cultura, con specifico riferimento alle Raccomandazioni della Missione Consultiva WHC-ICOMOS del 2017 (sottolineo essere direttive vincolanti per il sito “Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto”). Missione consultiva durante la quale era stato presentato il video (visibile qui) che raccontava i luoghi in cui l’infrastruttura si sarebbe installata.

Nel dossier consegnato al Prefetto di Vicenza dal Comitato Bretella Biron sono presenti anche le fotosegnalazioni “delle tonnellate di rifiuti e materiali di riporto (pietre, mattoni, cemento) nell’area di mitigazione a verde”.

Da dove sono arrivati questi «materiali» nel sito OUV?
Nella foto del febbraio 2024, si notano i materiali di scarto

Sullo sfondo di queste questioni “irrisolte”, si staglia – come un sipario teatrale che si apre – il progetto Anas della bretellina di collegamento della Tangenziale di Vicenza con la Caserma Del Din, in un luogo (la Lobbia) che vedrebbe aggravato fortemente il rischio alluvionale (anche in altre zone della città), e per cui l’Unesco aveva espresso – nel 2017, 2023 e nel 2024 –  parere contrario.