Suicidio assistito in Veneto, Lovat (Resistere) richiama la destra ai suoi valori

48
Davide Lovat fusioni comuni moschee schio suicidio assistito veneto
Davide Lovat, consigliere regionale del Veneto per "Resistere Veneto", eletto nella circoscrizione "Vicenza"

Il suicidio assistito sbarca in Consiglio regionale del Veneto e il consigliere vicentino Davide Lovat, del gruppo Resistere Veneto, richiama la destra, e in particolare la Lega, ai valori della vita e del rispetto della dignità umana.

Ieri, il presidente dell’assemblea veneta, Luca Zaia, ha reso nota la calendarizzazione dei lavori che inizieranno il 1° settembre e proseguiranno nei giorni successivi fino all’esaurimento dei punti all’ordine del giorno.

Una elencazione che inizia proprio con il trattamento della Proposta di legge di iniziativa popolare “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale”. 

Suicidio assistito in Veneto, Lovat (Resistere): “La destra non baratti con la sinsitra”

Secondo Lovat i cittadini “che per decenni hanno dato fiducia al centrodestra e alla Lega lo hanno fatto sulla base di una precisa Tavola dei Valori, storicamente radicata nel rispetto della vita e della dignità umana”.

Quanto ai leghisti, Lovat ha un pensiero dedicato esclusivamente a loro: “Li esorto a non dimenticare la lezione fondativa e la testimonianza di Umberto Bossi, che fu fermissimo nel respingere l’eutanasia e tutte le provocazioni radicali di Marco Pannella, e che mantenne una posizione di rigorosa difesa della sacralità della vita durante la drammatica vicenda di Eluana Englaro. Il senatore Bossi ha offerto una testimonianza tangibile di questa battaglia con la sua stessa esistenza: colpito dalla malattia, ha continuato a combattere, dimostrando con la propria vita che la sofferenza e la fragilità non cancellano il valore della persona, ma chiedono vicinanza, rispetto e cura”.

Poi un passaggio sulla Sinistra: “Ci avevano promesso il paradiso in terra con l’ideologia comunista, poi si sono riciclati con la cultura woke e genderista, e puntualmente arriviamo al contrordine compagni. Una serie ininterrotta di ricette contronatura, dal divorzio facile al controllo delle nascite, dall’aborto all’eutanasia, alla fecondazione in tutte le salse, fino all’immigrazione incontrollata e all’omosessualismo, presentate ogni volta come conquiste di civiltà. Una civiltà che è sotto gli occhi di tutti: non si fanno più figli, le famiglie sono dimenticate, le comunità sono destrutturate, le persone anziane squalificate e se malate si ritrovano sole e abbandonate. Questa stessa sinistra, un tempo fieramente anticapitalista, si è trasformata nell’ancella del turbo-capitalismo finanziario e globalista; forza politica di miscredenti la cui unica vera passione è rimasta il potere per il potere“.

L’analisi di Lovat in vista della discussione e del voto del Consiglio Veneto

Per Lovat il voto in Consiglio regionale del Veneto sul suicidio assistito rappresenta un’occasione per la destra: “Dire un no fermo, granitico e definitivo a questa sinistra confusa, mestatrice e ideologizzata. Non è più il tempo dei complessi di inferiorità culturali di fronte a chi ha fallito su ogni fronte. Sarebbe uno spettacolo indegno e scandaloso se, come si vocifera nei corridoi di Palazzo Ferro Fini, si arrivasse a un accordicchio sottobanco tra destra e sinistra: un ‘biscotto’ consiliare in cui ciascuno fa finta di aver vinto la propria battaglia di bandiera per salvarsi la faccia. Anzi un pane e acciughe indigesto mandato giù a forza per salvaguardare piccoli equilibri di bottega e qualche privilegio: insomma un tradimento imperdonabile”.