Fine vita in Veneto, Noi Moderati Vicenza: «Prima la cura, nessuno resti senza alternative»

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Noi Moderati sul fine vita, rappresentanti vicentini del partito

Noi Moderati Vicenza interviene sul fine vita: priorità a cure palliative, assistenza domiciliare, libertà di coscienza e sostegno ai caregiver.

Noi Moderati sul fine vita chiede che il dibattito regionale parta dalla disponibilità concreta di cure e assistenza per le persone malate e le loro famiglie. La segreteria provinciale vicentina interviene mentre il Consiglio regionale discute la proposta sul suicidio medicalmente assistito, il cui testo è depositato presso il Consiglio del Veneto. La posizione è firmata dalla segretaria provinciale Chiara Senni.

Il comunicato si aggiunge alle diverse voci del confronto già pubblicate, tra cui l’appello di Marco Cappato per Liberi Subito e l’intervento contrario del capogruppo FdI Claudio Borgia. Noi Moderati pone l’accento sulla dignità della persona, sulla libertà responsabile e sul dovere delle istituzioni di non lasciare sola la persona che soffre.

Noi Moderati sul fine vita: cure palliative, famiglie e libertà di coscienza

La priorità indicata è il rafforzamento della rete delle cure palliative, della terapia del dolore, degli hospice, dell’assistenza domiciliare e del sostegno psicologico. Secondo la segreteria vicentina, la libertà individuale può essere esercitata pienamente soltanto quando esistono alternative assistenziali accessibili e nessuno si sente un peso per la famiglia o per la collettività.

Noi Moderati distingue questa impostazione dall’accanimento terapeutico. Il partito sostiene che vadano evitati trattamenti inutili, sproporzionati o invasivi e che debbano essere rispettate le volontà del paziente, valorizzando il rapporto fiduciario tra medico, persona malata e familiari.

Un altro punto riguarda gli operatori sanitari. La nota chiede di tutelarne la libertà di coscienza e, nello stesso tempo, di rafforzare gli aiuti per caregiver e famiglie, spesso chiamati a sostenere impegni assistenziali, economici ed emotivi molto gravosi. Si tratta di proposte politiche del partito, non di misure già approvate.

La segreteria provinciale esprime preoccupazione per il rischio di trasformare il suicidio assistito in una procedura prevalentemente burocratica. A suo giudizio, soprattutto persone anziane, sole o gravemente malate potrebbero temere di rappresentare un costo o un peso. Il comunicato precisa però di non voler ridurre o giudicare il dramma di chi vive sofferenze estreme.

La posizione di Noi Moderati sul fine vita completa quindi il confronto politico veneto: rispetto della libertà personale, rifiuto dell’accanimento terapeutico e richiesta che cure, ascolto e sostegno siano realmente disponibili prima di ogni scelta irreversibile.