
Il 37% degli adulti italiani ha competenze alfabetiche basse. Per intervenire prima della scuola, #ioleggoperché apre a tutti gli asili nido.
L’alfabetizzazione in Italia continua a mostrare un divario rilevante: il quadro nazionale pubblicato dall’Ocse indica che il 37% degli adulti tra 25 e 64 anni possiede competenze di lettura pari o inferiori al livello 1, contro una media Ocse del 27%. A questo livello si comprendono soprattutto testi molto brevi e con poche informazioni concorrenti.
Il problema non riguarda soltanto il percorso scolastico. La sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità sulla fascia 0-2 anni, richiamata da Fondazione Cariplo, rileva che il 53,3% dei bambini tra due e cinque mesi non è stato coinvolto nella lettura ad alta voce durante la settimana precedente l’intervista. La quota dei piccoli esposti ai libri è comunque salita dal 41,7% del 2022 al 46,7% del 2025.
Portare libri e narrazione nei servizi educativi diventa quindi una misura preventiva. Dal 1° settembre tutti gli asili nido italiani possono iscriversi a #ioleggoperché, iniziativa dell’Associazione italiana editori per rafforzare le biblioteche scolastiche. Dopo quattro anni di sperimentazione, il progetto viene esteso stabilmente alla fascia 0-3 anni.
La promozione della lettura coinvolge anche il territorio veneto, dove iniziative come Il Veneto legge con gli studenti a Parco Querini hanno già mostrato la possibilità di costruire occasioni collettive attorno ai libri. L’intervento nei nidi anticipa però il lavoro ai primissimi anni di vita.
Alfabetizzazione in Italia, come partecipano gli asili nido
Le strutture aderenti possono registrarsi sulla piattaforma di #ioleggoperché e gemellarsi con un massimo di cinque librerie del territorio. Dal 7 al 15 novembre 2026 i cittadini potranno acquistare libri da donare anche alle biblioteche dei nidi, affiancando così le scuole degli altri ordini già coinvolte nella campagna.
Fondazione Cariplo sostiene l’estensione attraverso il programma “Anita. L’infanzia prima”, dedicato ai servizi educativi, agli spazi per i bambini e all’accesso precoce alla cultura. Una ricerca collegata al programma segnala che il 92% delle famiglie considera essenziali i servizi 0-3 anni, ma quattro famiglie su dieci non li hanno mai utilizzati.
I dati non dimostrano da soli un rapporto automatico tra mancata lettura nei primi mesi e competenze da adulti. Indicano però due criticità collegate lungo il percorso educativo. Rafforzare l’accesso ai libri fin dalla nascita è la risposta proposta dagli organizzatori per ridurre nel tempo il divario dell’alfabetizzazione in Italia, sostenendo insieme famiglie, nidi e biblioteche.



































