
Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale rivendica le modifiche alla legge veneta sul suicidio medicalmente assistito, pur avendo votato contro.
Sul suicidio assistito Barbisan interviene dopo l’approvazione della legge regionale veneta, sostenendo che il testo definitivo abbia ridotto la portata che egli definisce “autoapplicativa” della sentenza della Corte costituzionale. La posizione è contenuta in una nota diffusa dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto e va letta come valutazione politica del capogruppo della Lega-Liga Veneta, non come interpretazione giuridica condivisa.
Il voto chiude una nuova fase del lungo confronto sul fine vita, già seguito nel passaggio in cui la proposta era tornata all’esame del Consiglio regionale. Barbisan attribuisce agli emendamenti di maggioranza e opposizione il merito di avere modificato profondamente l’impianto iniziale.
Il consigliere afferma che la versione approvata non coincida più con la proposta popolare “Liberi Subito” e interpreta l’esito come una vittoria dei comitati pro vita. Sono giudizi politici esplicitamente attribuiti al loro autore. La conformità costituzionale della disciplina e i suoi effetti applicativi dipendono invece dal testo normativo, dalla giurisprudenza e dalle procedure sanitarie previste.
Suicidio assistito Barbisan: voto contrario nonostante le modifiche
Pur valutando positivamente il ridimensionamento del testo, sul suicidio assistito Barbisan precisa di avere espresso voto contrario. La motivazione riguarda il giudizio di fondo sulla sentenza della Consulta e la contrapposizione tra libertà individuale e tutela della vita, che il consigliere considera irrisolta.
Barbisan definisce inoltre un ossimoro l’espressione “diritto al suicidio”. Anche questa formulazione appartiene alla sua posizione personale. La Corte costituzionale, nei casi e alle condizioni indicate dalle proprie pronunce, ha affrontato la non punibilità dell’aiuto al suicidio e le garanzie procedurali, senza cancellare la complessità medica, etica e giuridica del tema.
Il passaggio regionale continuerà quindi a produrre letture contrapposte: da una parte chi vede nella legge uno strumento per rendere certi tempi e modalità; dall’altra chi teme che l’intervento pubblico allarghi l’accesso alla pratica. La nota di Barbisan aggiunge una voce distinta al confronto, perché combina l’apprezzamento per gli emendamenti con il rifiuto finale del provvedimento. L’applicazione concreta dovrà ora essere valutata sulla base del testo pubblicato e degli atti successivi.

































