Fine vita, Stefani: «Emendamenti sostanziali, la legge regionale sarà approvata»

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Fine vita Stefani, presidente della Regione Veneto

Il presidente del Veneto rivendica le modifiche al testo di iniziativa popolare: cure palliative, bioetica e volontarietà del medico.

Sul fine vita Stefani annuncia che gli emendamenti concordati con la maggioranza modificheranno sostanzialmente la proposta “Liberi subito” e consentiranno di approvarla. La posizione del presidente Alberto Stefani è riportata dall’Agenzia Veneto Notizie della Regione dopo il voto del Consiglio regionale sulle modifiche presentate.

Il confronto prosegue dopo numerosi interventi politici, tra cui la richiesta che il Parlamento legiferi sul fine vita avanzata da Rossella Cendron. Stefani inquadra invece l’azione regionale nelle sentenze della Corte costituzionale già vigenti e afferma di voler orientare il testo alla tutela della vita.

Secondo il presidente, le modifiche puntano anzitutto a garantire ai veneti l’accesso alle cure palliative. Prima di ogni decisione dovrebbero inoltre essere acquisiti pareri professionali e bioetici chiari, mentre il medico coinvolto dovrebbe mantenere la volontarietà della propria partecipazione.

Fine vita Stefani: palliativista e Comitato bioetico regionale

Tra gli emendamenti descritti figura il rafforzamento del ruolo del palliativista nella commissione incaricata di esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. Il testo prevederebbe anche l’obbligo di informare la persona, al momento della richiesta, sulla possibilità di accedere alle cure palliative.

Un’altra modifica riguarda l’istituzione di un Comitato bioetico regionale nominato dalla Giunta. L’organismo dovrebbe fornire indirizzi ai comitati bioetici di pratica clinica presenti nei territori, chiamati a valutare situazioni individuali complesse.

Le parole sul fine vita Stefani costituiscono una posizione politica sul provvedimento in discussione. L’approvazione annunciata dovrà essere verificata attraverso il voto conclusivo e il testo definitivo, dal quale emergeranno procedure, competenze e garanzie effettivamente stabilite. Restano centrali il rapporto con la normativa statale, le pronunce costituzionali e l’organizzazione sanitaria regionale.