Assistente infermiere, Nursing Up annuncia ricorso al Consiglio di Stato dopo il Tar

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Ricorso sull’assistente infermiere e attività ospedaliera

Il sindacato contesta la nuova figura professionale e annuncia l’impugnazione della sentenza che ha dichiarato inammissibile il ricorso al Tar Lazio.

Ricorso sull’assistente infermiere davanti al Consiglio di Stato: è la strada annunciata da Nursing Up dopo la decisione del Tar Lazio sul profilo istituito con il Dpcm del 28 febbraio 2025. Il presidente nazionale Antonio De Palma, nella posizione diffusa dal sindacato Nursing Up, afferma di voler proseguire la contestazione giudiziaria e ribadisce le obiezioni già formulate durante il confronto contrattuale.

La sentenza numero 14262/2026 della Terza sezione quater, pubblicata il 14 agosto, ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso contro il decreto che ha recepito l’accordo Stato-Regioni. Secondo quanto riferisce il sindacato, il tribunale ha affrontato anche le censure nel merito, giudicandole comunque infondate. Nursing Up dichiara di rispettare la pronuncia, ma di non condividerne le conclusioni.

Il confronto riguarda competenze, formazione e responsabilità nell’assistenza sanitaria. Il tema si inserisce in una discussione più ampia sulle condizioni delle professioni sanitarie, già affrontata nell’articolo dedicato alle carenze di personale infermieristico denunciate da Nursing Up. Per il sindacato, l’introduzione di una figura di supporto non dovrebbe diventare una risposta strutturale alla scarsità di infermieri negli ospedali e nei servizi territoriali.

Ricorso sull’assistente infermiere, i punti contestati dal sindacato

Il Dpcm definisce l’assistente infermiere come operatore di interesse sanitario chiamato a collaborare con gli infermieri e a svolgere attività secondo le loro indicazioni. Nursing Up ritiene tuttavia che alcune funzioni previste tocchino ambiti delicati, tra cui la preparazione e somministrazione dei farmaci nelle condizioni stabilite dal decreto, la cura di stomie stabilizzate, la nutrizione enterale e la rilevazione dei parametri vitali.

De Palma sostiene che formazione, competenze e responsabilità debbano restare chiaramente distinte. Il sindacato precisa inoltre che la firma del contratto collettivo della Sanità 2022-2024 non rappresenterebbe una rinuncia alla contestazione: al momento della sottoscrizione, afferma, venne depositata una nota a verbale con una riserva specifica sulla nuova figura.

Le valutazioni sui rischi organizzativi e sulla sicurezza delle cure sono attribuite a Nursing Up e saranno oggetto del previsto giudizio d’appello. Con il ricorso sull’assistente infermiere, il sindacato intende chiedere al Consiglio di Stato una nuova verifica della legittimità del provvedimento e delle conclusioni raggiunte dal giudice amministrativo di primo grado.