
I consiglieri regionali democratici contestano i banchi quasi vuoti di Fratelli d’Italia durante l’intervento del presidente Alberto Stefani.
FdI e Autonomia del Veneto diventano il nuovo terreno di scontro nella maggioranza regionale. In una dichiarazione diffusa attraverso l’ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto, i consiglieri del Partito Democratico sostengono che durante l’intervento di apertura del presidente Alberto Stefani i posti occupati dagli esponenti di Fratelli d’Italia fossero quasi tutti vuoti.
La seduta è dedicata agli schemi definitivi d’intesa tra Regione e Governo, arrivati in Aula dopo il passaggio nelle commissioni. Il contenuto istituzionale del provvedimento è stato ricostruito nell’approfondimento sull’Autonomia differenziata del Veneto in Consiglio regionale, che riguarda competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e tutela della salute.
Secondo la ricostruzione del gruppo Pd, all’inizio dell’intervento di Stefani sarebbe stato presente, tra i nove rappresentanti di Fratelli d’Italia, il solo capogruppo Daniele Borgia. I consiglieri Matteo Baldan e Laura Besio sarebbero arrivati successivamente. I democratici interpretano le assenze come il segnale di una distanza politica tra il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Lega, che considera l’Autonomia uno dei punti centrali della propria iniziativa.
FdI e Autonomia del Veneto, le accuse del gruppo democratico
La valutazione è sottoscritta dai consiglieri Giovanni Manildo, Antonio Dalla Pozza, Anna Maria Bigon, Alessandro Del Bianco, Paolo Galeano, Chiara Luisetto, Andrea Micalizzi, Jonatan Montanariello, Monica Sambo e Gianpaolo Trevisi. Il gruppo parla di una maggioranza priva, a suo giudizio, di una visione strategica condivisa e collega quanto avvenuto in Aula alle divisioni emerse sul fine vita.
Nella stessa nota viene richiamata anche l’assenza del consigliere Stefano Valdegamberi, oggi esponente di Futuro Nazionale. Per i democratici il quadro alimenterebbe il rischio di uno stallo politico e istituzionale. Si tratta di una lettura espressamente formulata dall’opposizione: le presenze registrate durante la seduta costituiscono il fatto richiamato, mentre le conseguenze politiche attribuite a quelle assenze restano una valutazione del Pd.
Il confronto sull’Autonomia prosegue in Consiglio dopo un iter che nelle settimane precedenti aveva coinvolto le commissioni competenti. La discussione riguarda ora gli schemi d’intesa destinati a definire le ulteriori funzioni richieste dal Veneto. Con la polemica su FdI e Autonomia del Veneto, il dibattito sul merito del provvedimento si intreccia così con la verifica dei rapporti tra le forze che sostengono la Giunta Stefani.


































