
Il 7 settembre un fascio luminoso collegherà simbolicamente Monte Berico e il Pasubio nel centenario dell’Ossario e per i 600 anni mariani.
Un raggio di luce sul Pasubio sarà acceso lunedì 7 settembre alle 21.30 per unire idealmente Vicenza e il sacrario montano, nel centenario dell’Ossario e durante le celebrazioni per i 600 anni dall’apparizione della Madonna di Monte Berico. L’iniziativa, promossa dall’associazione Camposilvano è con i Vigili del Fuoco di Vallarsa, coinvolge il Comune e la diocesi di Vicenza e la Fondazione 3 Novembre 1918 che cura il complesso monumentale.
Il segnale partirà al termine del rosario presieduto dal vescovo Giuliano Brugnotto nel santuario mariano. I presenti saranno invitati a raggiungere il piazzale della Vittoria e a rivolgere lo sguardo verso nord. Sul versante meridionale del monte verrà quindi proiettato un fascio luminoso, visibile da Monte Berico e, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, anche da una parte della Pianura Padana orientale. La ricorrenza si inserisce nel programma cittadino che accompagna il Giubileo mariano, insieme alle attività di cura dei luoghi come l’intervento dei volontari lungo i portici di Monte Berico.
Raggio di luce sul Pasubio dopo la fiaccolata da Pian delle Fugazze
Per chi vuole partecipare sul monte, il programma prevede il ritrovo alle 20 a Pian delle Fugazze, dietro l’albergo al Passo, dove saranno distribuite le fiaccole. La partenza è fissata alle 20.30: il percorso di circa due chilometri, su strada asfaltata, condurrà al Sacello dell’Ossario del Pasubio attorno alle 21.
Prima dell’accensione sarà possibile visitare il Museo della Prima Armata e vedere le opere dedicate alla guerra dell’artista trentino Paolo Berti. Alle 21.30 la fotoelettrica verrà orientata verso la parete sud del Pasubio. La proiezione avrà una durata prevista di cinque minuti.
Il gesto vuole ricordare i caduti italiani e austriaci custoditi nel sacrario e proporre, attraverso la luce, un messaggio contro le guerre contemporanee. La coincidenza dei due anniversari collega la memoria della Grande Guerra alla tradizione religiosa vicentina e rinnova il rapporto fra l’Alto Vicentino e il vicino territorio roveretano.


































