
Il Consiglio regionale del Veneto ha adottato con 33 voti favorevoli gli schemi d’intesa con il Governo su quattro ambiti dell’autonomia.
L’autonomia differenziata del Veneto supera un nuovo passaggio istituzionale. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta amministrativa numero 14 con 33 voti favorevoli, tre contrari e due astensioni; nove consiglieri non hanno partecipato al voto. Il risultato e il contenuto del provvedimento sono descritti dal Consiglio regionale del Veneto.
La deliberazione adotta due schemi definitivi d’intesa tra Governo e Regione. Il primo riguarda specifiche funzioni in materia di protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa. Il secondo interessa la tutela della salute, con riferimento al coordinamento della finanza pubblica. Il confronto politico sul percorso era già emerso nelle posizioni raccolte nell’intervento di Resistere Veneto sull’autonomia.
Il provvedimento prosegue il negoziato previsto dalla legge 86 del 2024. Per la protezione civile sono contemplate maggiori capacità operative nelle emergenze, anche attraverso forme organizzative e gestionali dedicate. Sul fronte delle professioni, le funzioni comprendono l’aggiornamento degli elenchi delle attività non organizzate e aspetti legati al riconoscimento delle qualifiche.
Autonomia differenziata del Veneto, le materie e i prossimi passaggi
La previdenza complementare e integrativa costituisce il terzo ambito del primo schema. La seconda intesa punta invece ad ampliare gli spazi regionali nell’organizzazione e nella programmazione sanitaria, mantenendo come riferimenti i livelli essenziali di assistenza, l’equità nell’accesso alle prestazioni e l’equilibrio economico-finanziario del sistema.
L’approvazione regionale non conclude l’iter. Gli schemi dovranno passare nuovamente dal Consiglio dei ministri insieme al disegno di legge che recepirà le intese. Seguiranno la sottoscrizione tra la Presidenza del Consiglio e la Regione e l’esame parlamentare.
La seduta ha prodotto numerose dichiarazioni, favorevoli e contrarie. Al di là delle valutazioni dei gruppi, il fatto istituzionale è l’adozione formale dei due testi da parte dell’assemblea veneta. Le posizioni politiche divergono soprattutto sulla portata delle competenze, sulle risorse disponibili e sulla distanza rispetto alle richieste espresse con il referendum regionale del 2017.
Con il voto del 3 settembre, l’autonomia differenziata del Veneto entra dunque nella fase successiva del procedimento. La definizione concreta delle funzioni e delle condizioni applicative dipenderà ora dagli atti nazionali e dal confronto parlamentare.

































