Regioni del Nord, Boscaini: «Collaborare per una politica industriale italiana più forte»

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Collaborazione tra Regioni del Nord, Raffaele Boscaini di Confindustria Veneto

Il presidente di Confindustria Veneto commenta l’incontro di Torino tra cinque Regioni e associazioni industriali del Nord.

La collaborazione tra Regioni del Nord può contribuire a costruire una politica industriale italiana più forte e capace di incidere sulle scelte europee. È la valutazione espressa da Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto, dopo l’incontro svoltosi a Torino fra cinque amministrazioni regionali e le rispettive organizzazioni imprenditoriali.

Boscaini definisce positivo il confronto tra alcuni dei principali territori manifatturieri del Paese, sottolineando che amministrazioni guidate da forze politiche diverse abbiano scelto di dialogare sui temi della competitività. Il presidente invita tuttavia alla prudenza sulle singole proposte, perché il percorso è ancora in una fase iniziale. Fra le ipotesi citate c’è quella di un Distretto manifatturiero unico, che secondo l’associazione dovrà essere approfondita nel merito prima di una valutazione definitiva.

Il tema riguarda direttamente anche il sistema produttivo veneto e le sue imprese, impegnate nelle transizioni tecnologica ed energetica. Sul territorio le strategie industriali si intrecciano con iniziative dedicate all’innovazione e alla sostenibilità, come mostra il percorso raccontato nell’articolo sui premi alla sostenibilità intelligente di Radici Future 2030.

Collaborazione tra Regioni del Nord e voce delle imprese venete

Confindustria Veneto, precisa Boscaini, è disponibile a esaminare i diversi dossier e a portare al tavolo le esigenze delle aziende. L’organizzazione considera proprio interlocutore le istituzioni e rivendica un ruolo di ascolto, valutazione e proposta. La presenza al confronto torinese nasce dall’invito della Regione e dalla responsabilità di rappresentare il tessuto produttivo.

Per il presidente, il coordinamento fra i territori settentrionali deve comunque mantenere una prospettiva nazionale. Non si tratta quindi di costruire un’iniziativa separata dal resto del Paese, ma di trasformare la capacità manifatturiera e la cooperazione interregionale in un contributo alla politica industriale italiana.

La dimensione europea resta sullo sfondo del ragionamento: una linea nazionale più coerente, sostenuta dalle principali regioni produttive, potrebbe rafforzare la posizione dell’Italia nelle decisioni comunitarie. Gli approfondimenti successivi dovranno chiarire contenuti, strumenti e obiettivi delle proposte emerse a Torino.