Autonomia veneta, Morosin vota sì: «È solo l’uno per cento di quanto chiesto»

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Morosin vota sì all’autonomia veneta in Consiglio

Alessio Morosin sostiene le pre-intese sull’autonomia, ma le considera soltanto l’inizio di un percorso molto più ampio verso l’autogoverno veneto.

Morosin vota sì all’autonomia veneta, pur definendo le intese approvate appena l’uno per cento di quanto rivendicato nel corso della sua attività politica. Il presidente di Liga Veneta Repubblica ha ripercorso in aula quasi trent’anni di iniziative autonomiste e indipendentiste. L’intervento è stato diffuso dalla sala stampa del Consiglio regionale.

Morosin parte dal 1998, quando da consigliere regionale partecipò alla presentazione di una risoluzione sul diritto di autodeterminazione del popolo veneto. Collega poi quella stagione alla riforma costituzionale del 2001, che introdusse la possibilità dell’autonomia differenziata, e alle successive iniziative referendarie.

Nel ricordo del referendum del 22 ottobre 2017, il consigliere richiama la partecipazione superiore al 57 per cento e il 98,1 per cento di voti favorevoli. Sono dati utilizzati da Morosin per sostenere che la richiesta degli elettori non abbia ancora ricevuto una risposta proporzionata.

Morosin vota sì all’autonomia veneta e ricostruisce il percorso

Il voto favorevole non modifica le convinzioni indipendentiste dichiarate dal presidente di LVR. Morosin considera il passaggio un’apertura concreta, sebbene limitata, e continua a indicare autodeterminazione, comunità, identità storica e autogoverno come riferimenti della propria posizione.

La decisione dell’aula sugli schemi d’intesa è illustrata nell’articolo dedicato all’autonomia differenziata del Veneto. Le materie affrontate comprendono protezione civile, salute, professioni e previdenza complementare e integrativa.

Durante l’intervento Morosin ha mostrato una spilla legata al referendum del 2017 e ha annunciato l’intenzione di consegnare ai colleghi il proprio libro sull’autodeterminazione. Sono gesti con i quali ha voluto sottolineare il carattere personale e storico del voto.

La posizione rimane distinta dalla valutazione complessiva dell’assemblea: Morosin vota sì all’autonomia veneta perché considera anche un primo trasferimento di funzioni utile ad aprire una porta, senza ritenerlo sufficiente rispetto all’obiettivo politico perseguito.