
Eleonora Mosco considera conclusa la fase regionale delle intese e indica nei fondi sanitari integrativi una possibile leva da circa 300 milioni.
Autonomia veneta e risorse sanitarie: Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente, collega il voto del Consiglio regionale a possibili effetti sulla tutela della salute. La consigliera afferma che il Veneto avrebbe completato l’ultimo passaggio di propria competenza, collocando simbolicamente il percorso al 75 per cento. La dichiarazione è stata diffusa dalla sala stampa del Consiglio regionale del Veneto.
Il dato più concreto richiamato da Mosco riguarda la possibilità di integrare i fondi sanitari integrativi nella spesa regionale. Secondo la sua stima, ciò potrebbe rendere disponibili circa 300 milioni di euro aggiuntivi per strutture, tecnologie, servizi territoriali e riduzione dei tempi di attesa. La cifra e gli effetti prospettati sono valutazioni della consigliera e dipenderanno dall’esito finale delle intese e dalla loro attuazione.
Mosco respinge l’idea che il trasferimento di competenze sottragga risorse alle altre regioni e sostiene che i livelli essenziali di assistenza debbano restare garantiti in tutto il Paese. La richiesta del Veneto, nella sua lettura, è quella di assumere maggiori responsabilità e adattare le decisioni alle esigenze territoriali.
Autonomia veneta e risorse sanitarie: le stime di Mosco
La vicepresidente attribuisce al presidente Alberto Stefani e al ministro Roberto Calderoli un ruolo centrale nel negoziato. Dopo il voto regionale, indica come prossime tappe l’approvazione definitiva del Consiglio dei ministri e il passaggio parlamentare.
Gli schemi d’intesa interessano tutela della salute, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa. Il quadro istituzionale è ricostruito nell’articolo sul voto del Consiglio per l’autonomia.
L’intervento di Mosco si concentra quindi sulla fase successiva: trasformare l’approvazione politica in competenze operative e verificarne l’impatto sui cittadini. Il riferimento al 75 per cento non è una misura tecnica prevista dall’atto, ma il modo scelto dalla consigliera per rappresentare l’avanzamento del percorso.
Il confronto su autonomia veneta e risorse sanitarie proseguirà ora nelle sedi nazionali, dove dovranno essere definiti contenuti, condizioni e garanzie delle nuove funzioni.
































