Posti letto assistenziali “fantasma”, Bedin chiede alla Regione regole per revocare le quote

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Posti letto assistenziali fantasma, la consigliera Giorgia Bedin

Una mozione di Giorgia Bedin chiede tempi certi e revoca delle assegnazioni inutilizzate per liberare posti destinati ad anziani e persone con disabilità.

I posti letto assistenziali fantasma, programmati nei Piani di zona ma mai attivati dai soggetti assegnatari, devono poter essere revocati e rimessi a disposizione dei territori. È la richiesta contenuta in una mozione depositata in Consiglio regionale dalla consigliera Giorgia Bedin, della Lega-Liga Veneta. L’atto sollecita la Giunta a definire un regolamento unico, dopo il confronto con Conferenze dei sindaci e organizzazioni dei gestori. Comunicati e attività istituzionali sono consultabili sul portale ufficiale del Consiglio regionale del Veneto.

La proposta parte da un problema indicato dalla consigliera: quote assistenziali già programmate e assegnate rimarrebbero congelate per anni quando il beneficiario non avvia l’iter necessario alla realizzazione. Nel frattempo, nuove richieste di ampliamento o apertura di strutture non troverebbero spazio perché i limiti programmati risultano formalmente raggiunti. Una criticità che si intreccia con la situazione delle strutture vicentine, dove le liste d’attesa per le Rsa e la carenza di personale hanno già evidenziato la pressione crescente sui servizi.

Posti letto assistenziali fantasma, cosa chiede la mozione Bedin

Bedin propone di stabilire termini chiari entro i quali chi riceve una quota deve attivarla. In caso di inerzia prolungata, l’assegnazione dovrebbe essere revocata, permettendo a Comuni, Ulss e Conferenze dei sindaci di riorganizzare la programmazione in base alle richieste effettive. La consigliera sostiene che oggi il percorso sia complesso e possa esporre gli enti locali a contenziosi, mentre la rinuncia volontaria del beneficiario si verificherebbe raramente.

La mozione non equivale ancora a una modifica delle regole: dovrà essere discussa dagli organi regionali competenti. La richiesta politica è quindi quella di affidare alla Giunta la predisposizione di una procedura uniforme, capace di distinguere i ritardi giustificati dalle assegnazioni rimaste prive di attuazione.

Secondo Bedin, eliminare i posti letto assistenziali fantasma consentirebbe di utilizzare meglio le capacità già previste per anziani, persone con disabilità e altri cittadini fragili. La valutazione sull’entità del fenomeno e sugli effetti concreti della misura resta legata all’istruttoria regionale e all’eventuale approvazione del regolamento proposto.