Palazzo Sale Serbelloni in ristrutturazione, Rolando: «La Regione lasciò le Ipab senza riforma»

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Palazzo Sale Serbelloni in ristrutturazione a Vicenza

Palazzo Sale Serbelloni, già sede delle istituzioni assistenziali vicentine e poi venduto da Ipab, è oggi coperto dai ponteggi. Giovanni Rolando richiama la mancata riforma regionale delle Ipab.

Il Palazzo Sale Serbelloni di contrà Oratorio dei Proti, nel centro di Vicenza, appare oggi avvolto da ponteggi e impalcature per lavori di ristrutturazione. A documentare il cantiere con una fotografia è Giovanni Rolando, già presidente di Ipab Vicenza, che collega l’immagine del palazzo passato a una proprietà privata alla storia dell’assistenza pubblica cittadina e alla riforma delle Ipab ancora non attuata in Veneto.

L’edificio porta i nomi delle famiglie nobili che ne segnarono la storia. I Sale, originari proprietari, lo acquistarono alla fine del XVII secolo con Ottavio e il figlio Antonio; successivamente vi si legò il nome dei Serbelloni, nobili di probabile ascendenza milanese. Una scheda del Fondo per l’Ambiente Italiano dedicata a Palazzo Serbelloni ne richiama il valore storico nel tessuto urbano vicentino.

Dal 1971 il palazzo fu sede istituzionale della Congregazione di Carità, divenuta poi Eca, Ente comunale di assistenza. La successiva proprietà di Ipab Vicenza si è conclusa con la vendita a un soggetto privato. ViPiù aveva già seguito il perfezionamento della vendita di Palazzo Serbelloni, operazione collegata alle risorse per la nuova Rsa di Laghetto.

Palazzo Sale Serbelloni, il richiamo di Rolando alla riforma delle Ipab

Per Rolando, passare oggi davanti all’edificio trasformato dal cantiere significa ripensare non soltanto alla destinazione del bene, ma anche alla condizione delle istituzioni assistenziali venete. L’ex presidente di Ipab sostiene che la Regione Veneto sia ancora inadempiente rispetto alla legge nazionale 328 del 2000 e ricorda che, a ventisei anni dalla sua approvazione, il Veneto non avrebbe ancora applicato la riforma delle Ipab.

Si tratta di una contestazione politica e amministrativa espressa da Rolando. Il suo giudizio è che questa mancata attuazione mostri una distanza persistente tra le politiche regionali e le esigenze delle persone anziane. Da una parte, osserva, cresce il numero degli anziani; dall’altra aumentano i bisogni di assistenza, soprattutto domiciliare senza che i due percorsi arrivino a convergere.

La critica riprende un tema sul quale Rolando è intervenuto più volte. In occasione del progetto per la nuova residenza di Laghetto aveva già chiesto che la Regione approvasse finalmente la riforma delle Ipab e desse seguito agli impegni sulle strutture per anziani.

La fotografia del Palazzo Sale Serbelloni diventa così, nella lettura proposta dall’ex presidente, il punto d’incontro tra due vicende: il recupero materiale di un edificio storico ormai privato e il percorso istituzionale ancora incompiuto dell’assistenza pubblica regionale. I ponteggi raccontano un cambiamento concreto; la domanda politica sollevata da Rolando riguarda invece tempi, strumenti e priorità con cui il Veneto intende rispondere all’invecchiamento della popolazione e alla crescente domanda di cura.