
Manildo chiede alla Lega veneta di prendere le distanze dall’AfD, mentre il PSI vicentino invita le forze progressiste a costruire un fronte comune.
Le reazioni vicentine al voto tedesco mettono al centro il risultato dell’AfD e le conseguenze politiche che, secondo due distinti interventi, potrebbero riguardare anche il Veneto e l’Italia. Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, interviene attraverso il Consiglio regionale del Veneto; Luca Fantò, segretario provinciale del PSI-Avanti!, propone invece una riflessione rivolta alle forze progressiste.
Le due prese di posizione seguono la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt e le dichiarazioni con cui Matteo Salvini ha accolto il risultato. La cronaca del voto e il confronto tra Salvini e Antonio Tajani sono già ricostruiti nell’articolo sull’affermazione dell’AfD e le reazioni nazionali.
Reazioni vicentine al voto tedesco: le posizioni di Manildo e Fantò
Manildo definisce «sconcertante» il sostegno espresso dal leader della Lega e domanda se il partito che governa il Veneto e il presidente regionale Alberto Stefani condividano quella linea. Il capogruppo dem collega il quesito alla collocazione europea della Regione e sostiene che il Veneto abbia bisogno di relazioni economiche, produttive e culturali improntate alla massima apertura.
Nel suo intervento Manildo attribuisce all’AfD proposte che giudica incompatibili con questi obiettivi, citando in particolare l’ipotesi di scuole separate per persone con disabilità e migranti. Si tratta delle valutazioni e delle contestazioni formulate dall’esponente del PD. La sua richiesta politica è che Stefani e la Lega veneta chiariscano la propria posizione e prendano le distanze dalla formazione tedesca.
Fantò muove da una preoccupazione analoga, ma concentra l’attenzione sulle opposizioni. Il segretario provinciale del PSI-Avanti! di Vicenza considera il risultato elettorale un richiamo alla responsabilità delle forze liberali, socialiste e democratiche, chiamate a trovare un’intesa sui programmi anziché dividersi.
Secondo Fantò, la polarizzazione dell’opinione pubblica rende necessario costruire un punto d’incontro tra le forze progressiste, sia in Germania sia in Italia. Il dirigente socialista auspica quindi un’unità politica capace di impedire che le posizioni dell’estrema destra si traducano in scelte di governo.
Le reazioni vicentine al voto tedesco arrivano così da prospettive differenti: Manildo sollecita un chiarimento alla maggioranza veneta, mentre Fantò invita l’area progressista a trasformare l’esito delle urne in uno stimolo per una proposta comune. Entrambi gli interventi sono dichiarazioni politiche e non modificano i dati elettorali già riportati nella cronaca del voto.




































