Autonomia differenziata, Manildo: «No alle forzature, chiesto un parere all’Ufficio legislativo»

Il presidente dell’Intergruppo di centrosinistra contesta l’ipotesi di anticipare a fine agosto l’esame degli schemi d’intesa

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Autonomia differenziata, aula del Consiglio regionale del Veneto
Palazzo Ferro Fini, l'ingresso

L’autonomia differenziata torna al centro dello scontro nel Consiglio regionale del Veneto. Il presidente dell’Intergruppo di centrosinistra contesta l’ipotesi di anticipare a fine agosto l’esame degli schemi d’intesa: «Manca il tempo per approfondire ed emendare».

Il possibile esame anticipato degli schemi d’intesa sul vecchio tema accende il confronto politico regionale. Giovanni Manildo, presidente dell’Intergruppo di opposizione del centrosinistra, annuncia di aver chiesto un parere all’Ufficio legislativo per verificare se l’accelerazione prospettata rispetti lo Statuto e il Regolamento dell’assemblea.

Autonomia differenziata, la richiesta delle opposizioni

Secondo Manildo, nella Conferenza dei capigruppo era stato assunto un impegno preciso: il dibattito e il voto sulla proposta di legge riguardante il fine vita, previsti per il 7 settembre, avrebbero potuto essere preceduti soltanto da provvedimenti caratterizzati da necessità e urgenza.

«Considerare gli schemi d’intesa sull’autonomia differenziata come un’emergenza indifferibile da approvare a fine agosto è, secondo noi, una forzatura», afferma il consigliere. La richiesta di chiarimento è stata presentata, a nome dei rappresentanti di Pd, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Riformisti Veneti in Azione e Le Civiche Venete, al segretario generale del Consiglio regionale.

L’opposizione chiede in particolare di accertare se esistano le condizioni giuridiche e regolamentari per anteporre nuovi argomenti all’ordine del giorno già stabilito. Sul portale istituzionale è disponibile la notizia specifica del Consiglio regionale del Veneto indicata come riferimento.

Il nodo dei tempi per l’esame dei documenti

Manildo critica anche l’iniziale ipotesi di portare gli schemi direttamente in aula senza un preventivo esame nelle commissioni consiliari. Un passaggio in commissione è stato successivamente calendarizzato, ma per il presidente dell’Intergruppo rimangono insufficienti i tempi concessi ai consiglieri.

«Il problema non è lavorare in pieno agosto», precisa Manildo, secondo il quale l’accelerazione rischierebbe di ridurre lo spazio per il confronto e di non consentire un esame adeguato dei documenti e degli eventuali emendamenti.