Cure palliative in Europa, Nursing Up: accesso critico in oltre due Paesi su tre

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Cure palliative in Europa e assistenza infermieristica

Nursing Up richiama le disuguaglianze nell’accesso all’assistenza e la carenza di infermieri, chiedendo reti territoriali più solide.

Le cure palliative in Europa presentano ancora forti differenze di accesso e disponibilità dei servizi. Nursing Up richiama i dati del rapporto OCSE e Commissione europea sull’assistenza oncologica centrata sulla persona, pubblicato nel febbraio 2026, per sottolineare come in oltre due Paesi dell’Unione su tre persistano criticità legate alla presenza di professionisti e strutture specialistiche.

Il sindacato infermieristico collega il quadro europeo alla situazione italiana, dove la densità di infermieri resta inferiore alla media comunitaria. Il problema riguarda in modo particolare i percorsi che richiedono continuità fra ospedale, hospice, domicilio e territorio. Un tema che si intreccia con il valore dell’assistenza infermieristica domiciliare valutata dai pazienti, decisiva quando la fragilità rende difficile affidarsi soltanto alle strutture ospedaliere.

Cure palliative in Europa, personale e reti territoriali restano decisivi

Secondo i dati citati da Nursing Up, la disponibilità media europea è di circa 1,2 servizi specialistici ogni 100 mila abitanti, con differenze marcate tra i sistemi sanitari. Per l’Italia il sindacato ricorda un rapporto di 6,9 infermieri ogni mille abitanti, contro una media dell’Unione europea di 8,4. Sono numeri che Nursing Up utilizza per chiedere organici adeguati e formazione specifica.

Il presidente nazionale Antonio De Palma insiste sul ruolo clinico e relazionale degli infermieri. Nelle fasi avanzate di malattie oncologiche, croniche o degenerative, osserva, l’assistenza comprende il controllo dei sintomi, il monitoraggio delle condizioni e il coordinamento con l’équipe multidisciplinare. Accanto alla competenza tecnica assumono peso l’ascolto del paziente e l’accompagnamento della famiglia.

Il comunicato richiama anche l’obiettivo nazionale di arrivare entro il 2028 a una copertura delle cure palliative pari al 90% della popolazione interessata. Tra gli standard indicati figurano un’Unità di Cure Palliative Domiciliari ogni 100 mila abitanti e da otto a dieci posti letto hospice per lo stesso bacino di popolazione. Il raggiungimento formale degli standard, sostiene il sindacato, deve però tradursi in servizi effettivamente accessibili.

La richiesta conclusiva è di rafforzare reti domiciliari e territoriali, équipe multidisciplinari, formazione e dotazioni di personale. I dati e le valutazioni riportati sono quelli selezionati da Nursing Up nel proprio documento; il rapporto OCSE offre il riferimento comparativo per leggere le differenze tra i Paesi e il grado di sviluppo delle rispettive politiche assistenziali.