Fitch conferma il rating dell’Italia a BBB+: outlook stabile, deficit al 2,9% e debito alto

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Rating dell’Italia, facciata della Banca d’Italia

Fitch conferma il rating sovrano italiano a BBB+ con prospettive stabili. Per il 2026 prevede un deficit al 2,9% del Pil.

Il rating dell’Italia resta a BBB+ con prospettive stabili. La conferma è arrivata da Fitch Ratings, come riporta l’approfondimento economico pubblicato da AGI. L’agenzia di valutazione riconosce al Paese una struttura economica ampia, diversificata e ad alto valore aggiunto, insieme ai benefici istituzionali e finanziari garantiti dall’appartenenza all’Unione europea e all’euro.

La decisione conferma un giudizio già migliorato nel 2025 e si inserisce in una fase nella quale i conti pubblici italiani hanno ricevuto segnali favorevoli anche dai mercati e dalle istituzioni europee. Resta però decisiva la capacità di trasformare la maggiore fiducia in sviluppo duraturo, tema già affrontato nell’analisi su conti pubblici italiani e prospettive di crescita.

Secondo Fitch, i punti di forza sono controbilanciati da tre vulnerabilità strutturali: un debito pubblico ancora molto elevato, prospettive di crescita contenute nel medio periodo e margini ridotti per nuove politiche di bilancio. Nel quadro di base, tuttavia, il deficit dovrebbe scendere al 2,9% del prodotto interno lordo nel 2026, una previsione migliore rispetto alla mediana del 3,2% attribuita ai Paesi con la stessa classe di merito creditizio.

Rating dell’Italia, conti pubblici e rischi da sorvegliare

Il miglioramento atteso deriva, nella valutazione dell’agenzia, dalla prudenza nella spesa e dalla tenuta delle entrate, sostenute anche dal mercato del lavoro. Le misure adottate per compensare il rincaro dell’energia avrebbero un costo inferiore allo 0,2% del Pil e sarebbero compensate sul piano di bilancio. Un ruolo centrale resta affidato agli investimenti pubblici legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Fitch considera inoltre la flessibilità prevista dalle regole europee per energia e difesa, ma ritiene probabile che la spesa effettiva rimanga inferiore ai limiti disponibili. Per questo le stime sui disavanzi del 2027 e del 2028 sono state riviste moderatamente al rialzo, mentre il saldo primario dovrebbe continuare a migliorare. Nello scenario centrale, l’Italia dovrebbe uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo nel corso del prossimo anno.

Il rating dell’Italia rimane quindi sostenuto dalla ricchezza privata, dalla qualità complessiva delle istituzioni e dall’integrazione europea, ma non elimina le criticità di lungo periodo. Invecchiamento della popolazione, maggiore spesa per interessi e conseguenze economiche dei cambiamenti climatici sono indicati tra i principali fattori di rischio. La stabilità del giudizio segnala che, per ora, punti di forza e fragilità restano in equilibrio.