
Facta ricostruisce quattro falsità circolate online: un attacco iraniano creato con l’IA, bufale su Australia, Banca d’Italia e Scarlett Johansson.
La disinformazione online continua a mescolare immagini artificiali, vecchi servizi televisivi e dichiarazioni mai pronunciate. Nella newsletter settimanale FAQta, la redazione di Facta ricostruisce il falso video di un attacco aereo iraniano contro un presunto quartier generale militare israeliano a Tel Aviv, insieme ad altri tre casi circolati sui social.
Il filmato mostra un aereo che si schianta contro un edificio di vetro, ma la scena è stata generata con l’intelligenza artificiale. Tra gli elementi indicati nell’analisi compaiono le dimensioni sproporzionate del velivolo rispetto al palazzo, l’assenza del suo riflesso sulle vetrate e alcuni detriti che scompaiono durante la caduta. Non risultano inoltre attacchi aerei iraniani contro quella struttura nel periodo indicato dai post.
Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio, già emerso durante altre crisi internazionali, quando immagini sintetiche e contenuti decontestualizzati vengono presentati come documentazione autentica. Anche un precedente articolo sulla propaganda realizzata con l’intelligenza artificiale aveva mostrato quanto sia difficile distinguere rapidamente tra testimonianze reali e rappresentazioni costruite.
Disinformazione online, le altre tre falsità della settimana
La seconda affermazione esaminata riguarda l’Australia. Un vecchio servizio televisivo è stato rilanciato come prova dell’introduzione di un sistema da cento punti di “credito sociale” e dell’obbligo di identità digitale per utilizzare i social media. Facta chiarisce che il servizio risale al primo aprile 2021 e descriveva soltanto una raccomandazione formulata da una commissione parlamentare: la proposta non è mai diventata legge.
Un altro contenuto attribuiva alla Banca d’Italia prestiti e agevolazioni fiscali destinati a chi dichiarasse di non essersi vaccinato. Il presunto comunicato era invece una creazione satirica prodotta con strumenti di intelligenza artificiale. Nel documento compariva anche la firma di un direttore generale inesistente, elemento che avrebbe dovuto indurre a verificare origine e autenticità del testo prima di condividerlo.
La quarta falsità coinvolge Scarlett Johansson. All’attrice è stata attribuita una frase secondo cui i bambini meriterebbero cartoni animati privi di contenuti o personaggi Lgbt+. Non sono emersi riscontri di una simile dichiarazione pubblica. La stessa narrazione era già stata applicata, con formulazioni analoghe, ad altri personaggi dello spettacolo statunitense.
I quattro esempi mostrano meccanismi differenti ma ricorrenti: immagini spettacolari generate artificialmente, materiali vecchi presentati come attuali, documenti falsificati e citazioni inventate. Per limitare la disinformazione online restano essenziali il controllo della data, la ricerca della fonte originaria e il confronto con più informazioni attendibili prima della condivisione.





























